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Tradizioni e costumi
La cultura del popolo cinese è frutto di una millenaria tradizione che ha formato un humus , un sostrato omogeneo, sorretto da un'organizzazione statale cui era sottesa l'ideologia confuciana. Questa ideologia, affermatasi oltre 2000 anni or sono e rimasta dominante per esser stata adottata dalla classe che ininterrottamente ha detenuto il potere (l'élite non ereditaria dei letterati funzionari, reclutati per mezzo degli esami imperiali), ha avuto modo di essere intesa, assorbita e perpetuata in ogni atteggiamento e in ogni forma di rapporto sociale da tutti gli strati della popolazione.
L'assorbimento dell'ideologia, anche da parte degli strati sociali culturalmente meno sensibili, ha portato alla diffusione capillare dello "stile" che marca l'insieme dei costumi del popolo cinese, stile che è comune al contadino del Hunan, come al funzionario della capitale o al commerciante di Shanghai.
Per affrontare la storia sociale della Cina e intendere la portata dei mutamenti e delle trasformazioni, è necessario prescindere dall'idea di diritto quale si è affermata nel mondo romano. Nel mondo cinese le trasformazioni sociali non si traducono immediatamente in adozione formale di nuovi codici, leggi e regolamenti ma in variazioni dell'atteggiamento morale, che segnano successivi spostamenti del centro di gravità della vita sociale. La devozione manifestata dal mondo romano verso principi giuridici astratti non ha mai trovato riscontro in Cina. Era opinione diffusa che ogni caso dovesse essere giudicato nella sua luce particolare, come risultato di circostanze irripetibili e uniche. Ogni dinastia, è vero, ebbe il suo codice e anche la Cina ha una sua tradizione giuridica ma questi codici non ebbero mai il ruolo svolto, per esempio, dal codice di Giustiniano o da qualsiasi altra grande istituzione giuridica dell'Europa. Espressioni come summa lex, summa iniuria sarebbero state inconcepibili nella società tradizionale cinese e nessun magistrato cinese si sarebbe mai congratulato con se stesso per aver applicato rigidamente la legge, pur sapendo di aver emesso, nel singolo caso, un giudizio ingiusto.

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