Alla scoperta delle oasi
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La strada, lasciata la capitale cinese sita nel cuore geografico della Cina, si dirigeva in direzione nord-ovest, attraversando prima i boschi e le verdi distese della valle del fiume Wei, affluente del Fiume Giallo, e poi i pendii loessici che caratterizzano il territorio della provincia del Gansu e dell’intera Cina centrale. Loess č il nome che č stato dato a una finissima terra di colore bruno-giallastro che ricopre per migliaia e migliaia di chilometri quadrati i territori della Cina centrale dove, nel corso dei millenni, č stata depositata dai venti che, soffiando dal nord, l’hanno qui trasportata dalle regioni desertiche piś a settentrione. In alcuni punti lo spessore di loess, fango cosķ fine che quando viene strofinato tra le dita non lascia residui visibili, raggiunge gli oltre 100 m, mentre la superficie da esso ricoperta si calcola ammonti a piś di 160 milioni di chilometri quadrati.
La friabilitą del materiale ha consentito, nel tempo, che gli agenti naturali e l’uomo lo lavorassero in forme di una intensa drammaticitą: i fiumi vi hanno scavato veri e propri canyon, le piogge e i venti hanno sagomato i profili dei rilievi, gli uomini hanno invece sfruttato la straordinaria fertilitą naturale del terreno, ricco di minerali, coltivando tutte le superfici disponibili, o creando le loro abitazioni, come ancora adesso č possibile vedere, scavando profonde cavitą nelle pareti verticali del loess. Il paesaggio nei dintorni della odierna Xi’an e nell’intera provincia del Gansu rivela tutta la sua varietą e ricchezza, con i contorni regolari, le pareti a picco, gli avvallamenti, i terrazzamenti e i territori pianeggianti traversati dal Fiume Giallo, il cui nome ci ricorda che le acque del fiume, erodendo il suolo loessico nella lunga discesa verso il mare, si tingono proprio del colore di questa fertilissima terra.
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