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La via settentrionale

Da Dunhuang si dipartiva una ulteriore carovaniera che procedeva lungo il bordo settentrionale del Taklamakan. La prima delle oasi incontrate lungo il percorso dai mercanti dell’Asia Centrale era Hami, situata ai piedi delle ultime propaggini orientali del Tianshan. L’oasi non era facilmente raggiungibile, perché da Dunhuang la separa un tratto desertico assai temuto nel passato. Ciò non toglie che la piccola oasi sia stata visitata da illustri viaggiatori, come Xuanzang e Marco Polo. Il mercante Veneziano, che chiama Hami «Camul», ci ha lasciato un pittoresco resoconto sul carattere gaio e licenzioso dei suoi abitanti. Essi amavano infatti leggere e scrivere ma anche danzare, cantare, suonare e divertirsi, e avevano il costume di offrire le loro donne (belle e allegre, a loro volta) agli stranieri di passaggio. Il Gran Khan dei Mongoli che al tempo di Marco Polo governava la Cina, volle proibire quest’uso disonorevole, ma le proteste degli abitanti del luogo lo dissuasero.

Continuando la strada verso nord-ovest per circa 800 km, le carovaniere raggiungevano la profonda, affocata depressione che ospita l’oasi di Turfan sita a 154 m sotto il livello del mare e centro piú importante e antico tra tutti quelli della carovaniera settentrionale. La sua oasi vasta e popolosa, nonostante il clima particolarmente difficile, era occupata fin dal Neolitico; in epoca Han – venne conquistata nel I secolo a.C. – i Cinesi ne fecero uno dei loro capisaldi in Asia Centrale. Ancora oggi Turfan è un piccolo centro dall’atmosfera rilassante e piacevole, con le case in mattoni di fango essiccato e i vialetti protetti dalla calura insopportabile del giorno con pergolati da cui pendono grappoli d’uva, uno dei prodotti occidentali qui giunti lungo l’antica via della seta. Il sapore antico della città carovaniera lo si può ancora scoprire nel vivacissimo bazar cittadino, dove sono esposte sete dipinte a tinte sgargianti, spezie, frutta secca e specialità alimentari del luogo. Gli abitanti sono per la maggior parte Uighur, discendenti delle antiche popolazioni turche d’Asia Centrale che vennero convertite alla fede islamica nel IX secolo d.C.: uno dei monumenti piú interessanti di Turfan è proprio la moschea detta di Amin, edificata da un governatore locale nella seconda metà del XVIII secolo e famosa soprattutto per il suo minareto cilindrico tutto in mattoni e alto 45 m circa.

I dintorni di Turfan sono ricchi di mete di notevole interesse storico-artistico, dove si trovano i monumenti che testimoniano dell’antico passato dell’oasi. A ovest si trovano le suggestive rovine di Jiaohe, un avamposto militare creato in epoca Han per la protezione della frontiera. I resti di Jiaohe, che significa «confluenza di due fiumi», si trovano su uno sperone roccioso che domina la vallata sottostante. Uguale potere suggestivo esercitano le vestigia di Gaochang, fondata dai Tang nel VII secolo e successivamente capitale degli Uighur: dell’antica città, costruita, come Jiaohe, in terra battuta, sono ancora visibili le mura perimetrali e i resti del monastero buddhista che si trovava nella parte sud-occidentale di Gaochang. Nei pressi di questa, su un fianco delle «Montagne di Fuoco», è possibile ammirare ciò che resta del complesso di grotte buddhiste di Bezeklik: la quasi totalità degli affreschi che un tempo ornavano le pareti delle grotte furono rimossi dall’esploratore tedesco Albert von Le Coq, che alla fine del secolo scorso li portò a Berlino, dove tuttavia andarono quasi completamente distrutti durante i bombardamenti della II guerra mondiale. Una ulteriore località di rilievo della zona è costituita dal cimitero di Astana, dove venivano seppelliti gli abitanti della città di Gaochang. All’interno delle tombe, segnalate dalla presenza di un piccolo tumulo funerario, sono state trovate numerosissime sete, preservateci – come quelle di Loulan – grazie al secco clima della zona.



Pittura su seta Tappeto in seta Yurte mongole L'oasi di Kashgar Il terribile deserto di Taklamakan
 
Rovine a Jiaohe Finimenti di un carro Deserto del Gobi Grande Muraglia