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Mercanti e pellegrini
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Nei luoghi di scambio
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A partire dal I secolo a.C. le merci viaggiavano regolarmente tra la capitale cinese, Chang’an, e il Mediterraneo, coprendo via terra una distanza di oltre 7.000 chilometri. I prodotti venivano trasportati da carovane formate da lenti cammelli che si spostavano sulle rotte della via della seta effettuando soste nelle oasi e nelle città carovaniere, dove mercanti di ogni provenienza effettuavano le loro transazioni. Nessuna carovana ricopriva l’intero percorso: nei luoghi di scambio i prodotti passavano di mano proseguendo cosí il loro cammino verso i successivi mercati. Terreni aspri e difficili e condizioni climatiche spesso avverse richiedevano pesanti contributi alle carovane e ai loro carichi, facendo cosí lievitare il valore commerciale delle merci trasportate. Anche le bande di predoni costituivano un pericolo per il commercio, ma esse potevano essere in qualche modo controllate dalle milizie dei vari Stati centroasiatici. La protezione militare aveva tuttavia il proprio prezzo nella forma di tasse o balzelli, e si estendeva alla salvaguardia delle vite dei mercanti stessi nei centri di scambio.
Nonostante tutto ciò incidesse sui profitti che si ricavavano dal commercio e facesse aumentare il costo delle merci trasportate, il mantenimento della sicurezza lungo i tragitti era essenziale per il commercio internazionale. Quando alcune tratte divenivano insicure, i mercanti si spostavano verso rotte piú tranquille; e quando il rischio si faceva troppo alto, il commercio si interrompeva in attesa di tempi migliori. Gli Stati lungo la via della seta cercavano di trarre in tutti i modi il massimo beneficio possibile dal commercio: la rete carovaniera costituiva infatti un’ottima soluzione per poter indirizzare i prodotti locali verso mercati stranieri, e allo stesso tempo offriva una opportunità per incrementare le entrate attraverso l’imposizione di dazi e tasse doganali sui beni circolanti entro il proprio territorio. Molte delle prime ambascerie orientali e occidentali di cui si abbia notizia avevano, tra gli scopi principali delle loro missioni, quello di individuare nuovi possibili tragitti da poter sfruttare, cercando di evitare l’influenza dei vari Stati.
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