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BIOGRAFIA: IL SUCCESSO
Al grande intuito di Hal Roach e di Leo McCarey si devono i primi lavori che vedono la coppia Laurel e Hardy finalmente unita. Nella storia della comicità cinematografica precedente la classica coppia era sempre costituita da due tipologie fondamentali: la spalla e il comico puro. Fin dai primi cortometraggi muti di Laurel e Hardy, appare invece evidente come questa particolare coppia sia un tutt’uno. I due comici sono già all’inizio degli anni Trenta all’apice del successo, un successo che segnerà in modo indelebile l'arte cinematografica. 1927: l'anno della svolta
Stan Laurel e Oliver Hardy appaiono insieme nel 1926 in Forty Five Minutes from Hollywood (A 45 minuti da Hollywood) e nel 1927 in Call of the Cuckoo (Una famiglia di matti). Il 1927 è il grande anno di Laurel e Hardy, che girano una serie di cortometraggi quasi tutti diretti da Fred Guiol. Ricordiamo: Duck Soup (Zuppa d'anatra), Slipping Wives, Love'em and Weep, Why Girls Love Sailors (Perché le ragazze amano i marinai), With Love and Hisses, Sailors Beware! (di Hal Yates), Do Detectives Think? (I detective pensano?), Sugar Daddies (Come mi pento), Flying Elephants (di Frank Butler), The Second Hundred Years (I due galeotti), Hats Off (di Hal Yates), Putting Pants on Philip (Metti i pantaloni a Philip) e The Battle of the Century (entrambi di Clyde Bruckman).
Fra questi titoli, la critica ha da sempre considerato Putting Pants on Philip (Metti i pantaloni a Philip), di Clyde Bruckman, come la loro prima, vera apparizione sugli schermi come coppia. Nelle pellicole precedenti, infatti, pur recitando insieme, i due avevano ruoli più "sfasati" che non consentivano loro di mettere in evidenza quell'affinità naturale che sarebbe stata la chiave del futuro successo. Altrettanto celebre è la famosa pellicola The Battle of the Century (La battaglia del secolo), ultima fatica del 1927, diretta da Clyde Bruckman e interpretata, fra gli altri, da Noah Young, Charlie Hall, Dorothy Coburn, Ellinor Van Der Veer, Anita Garvin. La pellicola è famosa non solo perché suscitò l'autorevole interesse dello scrittore Henry Miller (1891-1980) che ne parlò come del "più grande film comico mai girato", ma anche perché conserva inalterata la sua forza espressiva, a oltre settanta anni di distanza dalla sua realizzazione. La ricetta della comicità
È in questo periodo che prendono corpo le strutture portanti della loro comicità. Le invenzioni del duo, più che a un cast di sceneggiatori e "costruttori di gag", pare siano dovute proprio a loro. In primo luogo c'è il cosiddetto camera look, vale a dire la caratteristica espressione di Ollio che, dopo aver subito un'azione maldestra da parte di Stanlio, prende tempo fissando con aria sconsolata la telecamera in un'inquadratura che dura qualche secondo e che contribuisce a coinvolgere lo spettatore nella tragicomica vicenda rappresentata. Un'altra azione tipica di Hardy è il tie twiddle, il giocherellare con la cravatta: il meccanismo, senza bisogno di altro sostegno gestuale o di dialogo, denota alla perfezione una stagnante situazione di imbarazzo, alla quale può seguire qualsiasi cosa, da una lenta uscita di scena, alla fuga precipitosa, al disastro totale.
Un altro stratagemma, derivato dalla più antica tradizione del cinema comico muto, è il double take and fade away, tecnica di cui era maestro James Finlayson e che ricorda certe azioni tipiche dei personaggi dei cartoni animati. L'attore sospende temporaneamente qualunque reazione a una provocazione subita, ma preannuncia una risposta che lo spettatore, inconsciamente, attende. L'offeso si gira verso il compagno e lo fissa per qualche secondo, strabuzzando gli occhi con aria interrogativa e stizza crescente. Queste invenzioni comiche sottendono una più ampia struttura generale dell'azione, il cosiddetto slow burn (combustione lenta). L'intero meccanismo narrativo è schiavo di questo schema: una scintilla, in apparenza insignificante, appicca fuoco a un'esca che, a poco a poco, esplode nel grande e travolgente incendio finale. A questo proposito è emblematico il caso della progressiva distruzione dei negozi in Tit for Tat (Questione d'onore, 1935). Nel 1928 Stanlio e Ollio cercano una definizione dei loro caratteri più marcata e precisa nei tempi, nelle pause e nell'uso dei procedimenti comici. Film dopo film cercano di migliorare il loro gioco di tempi e battute. In questo saranno fondamentali anche i loro due operatori fissi per la fotografia George Stevens e Art Lloyd, che riusciranno a esaltare la mimica espressiva di Stanlio e Ollio. Un valido contributo all'evoluzione della coppia è fornito da noti registi del calibro di James Parrott, Lewis R. Foster e James W. Horne, che si affiancano ai già familiari Clyde Bruckman e Leo McCarey. L'avvento del sonoro
Gli anni fra il 1926 e il 1929 segnano il passaggio dal cinema muto a quello sonoro. Per il cinema comico è un momento di stasi. La necessità di dialoghi in cui la "scaletta" delle battute sia rispettata trasforma l'improvvisazione momentanea delle prime comiche, basate su semplici canovacci di trama, in uno studio più accurato delle battute e dei conseguenti tempi morti. Nonostante l'avversione di Stan Laurel per questa nuova tecnica, che l'attore - come del resto Charlie Chaplin, Buster Keaton e Harry Langdon - continuerà a criticare, il sonoro porterà ai due comici una grande fortuna. Esso infatti ben si adatta ad accompagnare lo stile "ritmico" delle loro slapstick. Gli attori sono i medesimi, i meccanismi comici anche, però l'audio permette nuove soluzioni, a cui Stanlio e Ollio ben si adattano. Fra il 1928 e il 1930 avviene anche un altro cambiamento favorevole: i film di Hal Roach passano alla distribuzione MGM, lasciando la Pathé. I film di Stanlio e Ollio varcano così i confini dell'America, raggiungendo la Francia, la Spagna, la Germania e l'Italia.
Sono gli anni più impegnativi e di maggior successo per la coppia. Stan Laurel stesso spiega in un'intervista il successo della nuova tecnica del sonoro: «Parlavamo il meno possibile, solo quando era necessario giustificare le nostre azioni. Se l'intrigo dell'azione aveva bisogno di essere spiegato da dialoghi parlati, lo facevamo fare ad altri personaggi». In Italia furono doppiati da Alberto Sordi per la voce di Oliver Hardy, e da Mauro Zambuto per quella di Stan Laurel. Il primo film sonoro della coppia si intitola Hollywood Revue of 1929 in cui, come dice il titolo, vi è una passerella di tutte le star sotto contratto con la MGM: Lionel Barrymore, Buster Keaton, Joan Crawford, John Gilbert. A Stanlio e Ollio viene affidato un siparietto comico, girato in bianco e nero, in cui interpretano uno sketch di magia. Il resto del lungometraggio, girato a colori, purtroppo è andato perduto. Nel 1930, comunque, la fase di transizione può dirsi completamente superata; da un lato l'uso del sonoro è sempre più perfezionato, dall'altro una nuova coppia affianca i nostri comici, contribuendo in modo determinante al loro successo: il regista James Parrott e lo sceneggiatore Leo McCarey.
Dopo quella rappresentata dall'avvento del sonoro, Stanlio e Ollio affrontano una nuova prova: il passaggio dal cortometraggio al lungometraggio. Nei primi esperimenti i risultati sono ancora piuttosto scarsi, poi la qualità cresce e le sceneggiature migliorano. Tra i primi lungometraggi si ricordano Pardon Us (Muraglie, 1931), Beau Hunks (Allegri legionari, 1931) e Pack Up Your Troubles (Il compagno B, 1932). Del 1933 è uno dei loro capolavori, The Devil's Brother (Fra Diavolo). Seguono Babes in Toyland (Nel Paese delle Meraviglie, 1934) e The Bohemian Girl (Noi siamo zingarelli, 1936), che rappresentano il filone dei film-operetta, in cui i due comici cantano e suonano. Anche le colonne sonore acquistano un rilievo maggiore. Le Roy Shields e Marvin T. Hatley, i loro due compositori preferiti, musicano le prime pellicole e poi tutte le comiche del periodo d'oro. Marvin T. Hatley è anche l'autore del Cuckoo Song, il celebre ritornello che apre ogni loro comica.
Gli altri lungometraggi degni di nota sono: Our Relations (Allegri gemelli,1936), Way out West (I fanciulli del West o Allegri vagabondi, 1937), The Flying Deuces (I diavoli volanti, 1939), Saps at Sea (C'era una volta un piccolo naviglio, 1940), A Chump at Oxford (Noi siamo le colonne, 1940), e soprattutto Sons of the Desert (I figli del deserto, 1934) e Blockheads (Vent'anni dopo o Stanlio e Ollio teste dure, 1938), in cui Stanlio e Ollio si producono in gag quasi surreali. La fine di una stagione
Con gli ultimi due film, coprodotti anche da Stan Laurel, si raggiunge un equilibrio perfetto fra attori, troupe e distribuzione. Nel 1938, tuttavia, dopo una lunga e proficua collaborazione, i due si separano dal produttore Hal Roach e dalla Metro Goldwyn Mayer, per firmare alcuni contratti con la Fox e la United Artist. In seguito i due comici tenteranno in ogni modo di autoprodursi, ma senza successo, e torneranno sotto contratto con alcune majors, dapprima con la United Artist poi con la Fox e ancora con l'MGM. Gli ultimi film del 1940 sono comunque esemplari. Stanlio e Ollio, diretti da Gordon Douglas e Alfred Goulding per la sceneggiatura di Charles Rogers, Felix Adler e Harry Langdon, raggiungono alti livelli di comicità. Sotto contratto con la Fox la coppia di comici non riesce, però, a mantenere il contatto con il gruppo di attor, sceneggiatori e registi con cui aveva girato le comiche migliori. Great Guns (Ciao amici!, 1941) e Jitterbugs (Allegri imbroglioni, 1943) appaiono lungometraggi senza verve e non ben rifiniti nei dialoghi. A Stanlio e Ollio non rimane che iniziare una lunga serie di tournée in Europa, fra Gran Bretagna, Francia e Italia.
I titoli finali, A-Haunting We Will Go, (Sim Sala Bim, 1942), Air Raid Wardens (Il nemico ci ascolta, 1943), The Dancing Masters (Maestri di ballo, 1943), The Big Noise (Il grande frastuono, 1944), Nothing But Trouble (Sempre nei guai, 1944), The Bullfighters, (I toreador, 1945), rappresentano il loro contributo come attori alla lotta contro il nazismo e Adolf Hitler. In quasi tutte le sceneggiature prendono spunto dalla guerra in corso, e così Stanlio e Ollio nelle vesti di soldati della Difesa Civile, maestri di danza falliti, portieri di un'agenzia di polizia privata, aiutano l'America a distruggere il nemico nazista. Appare evidente come i due comici mal si travestano da paladini della giustizia in lotta contro il "Male". I dialoghi sono modesti, le gag poche e scontate. Terminata la Seconda guerra mondiale, dopo la produzione di una serie di film modesti, Stanlio e Ollio nel 1951 sono sul set del loro ultimo film, Atollo K o Robinson Crusoeland o Utopia (Atollo K), diretto da Léo Joannon per la sceneggiatura di Piero Tellini e René Wheeler. Il film risultò un disastro, Laurel era già ammalato, i tecnici non parlavano inglese, dato che si trattava di una coproduzione italo-francese. In America fu distribuito solo nel 1954, tagliato e ridotto a 80 minuti di proiezione al posto dei 99 originali. Una pellicola di ben altro spessore li avrebbe visti recitare accanto a Totò e Fernandel, ma il progetto non andò in porto. Oliver Hardy, colpito da una polmonite mentre recitava in un teatro inglese e poi da un'emorragia cerebrale, morì a Burbank, in California, il 7 agosto 1957 . Il 24 febbraio del 1965 si spense anche Stan Laurel, che ebbe il tempo di vedere la fama della coppia risorgere. Alla metà degli anni Sessanta Stanlio e Ollio furono oggetto di un acceso interesse da parte delle nuove leve di comici americani e europei, da Jerry Lewis a Tati.
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