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HARRY LANGDON
Harry Langdon nasce nell'Iowa nel 1884 e cresce praticamente sui palcoscenici dei teatri di varietā, dove pare che inizi a recitare giā all'etā di dieci anni. Negli anni finali della sua carriera collabora alle sceneggiature e alle stesure delle gag di alcuni film di Stanlio e Ollio, da Blockheads (Stanlio e Ollio teste dure, 1938) a The Flying Deuces (I diavoli volanti, 1939), A Chump at Oxford (Noi siamo le colonne, 1940) e Saps at Sea (C'era una volta un piccolo naviglio, 1940). Harry Langdon sarebbe stato uno dei tanti attori di vaudeville ignorati dalla storia dello spettacolo, se non fosse stato notato e scritturato da Mack Sennett nel 1923. Il suo primo cortometraggio č Picking Peaches, del 1924. L'attore arriva al suo esordio con un notevole bagaglio di esperienza: da quasi trent'anni calca le tavole dei palcoscenici dei teatrini di varietā e ha ben poco da imparare sull'arte della recitazione. Infatti riscuote un immediato successo e nei due anni successivi interpreta numerose altre comiche mute, collaborando tra l'altro con Frank Capra. La sua č una comicitā molto particolare, paragonabile in parte a quella di Buster Keaton, che ricorda da vicino soprattutto per l'imperturbabilitā del volto, fisso in un'espressione perennemente carica di malinconia. Possiede un personalissimo modo di recitare che ha fatto definire il suo personaggio come "lunare": piccolo, gentile, triste, dai movimenti timidi e impacciati. Se Keaton č "il comico che non ride mai", Langdon si afferma come "il comico dal volto triste", caratteristica non trascurabile in tempi in cui la comicitā č basata sull'irruenza, la violenza distruttiva delle azioni, l'estrema fisicitā dei movimenti. Nel 1926 interpreta il suo primo lungometraggio Tramp, Tramp,Tramp (Di corsa dietro un cuore), diretto da Henry Edwards. Quello stesso anno e il successivo č in due film di Frank Capra, The Strong Man (La grande sparata) e Long Pants (Le sue ultime mutandine). Nel 1928 dirige e interpreta ben tre lungometraggi: Three's Crowd, The Chaser, Heart Trouble, che agli occhi della critica appaiono come una leggera involuzione del suo peculiare stile comico, un passo indietro addebitabile a un eccesso di intellettualismo un po' confuso. L'avvento del sonoro decreta sostanzialmente la fine della sua carriera di attore: proseguirā invece fino al 1944, anno della sua morte, a lavorare nell'ambiente cinematografico, sia a livello di piccole partecipazioni in ruoli estremamente marginali sia come soggettista, sceneggiatore, consulente e produttore.
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