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Nell'immagine: La copertina di "Canned Heat" (1967). |
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Canned Heat
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La storia dei Canned Heat racconta di boogie sfrenato, di grandi amori per il blues genuino, di moderne rivisitazioni, di tremende tragedie. Il gruppo si forma nel 1965 e la sua line-up, nel corso degli anni molto precaria, ha già i suoi punti fermi in Alan Wilson (chitarra, voce), Bob Hite (voce, armonica) e Henry Vestine (chitarra). Nel 1967 la band suona al festival di Monterey; quindi incide Canned Heat. Nel 1968, con Boogie with the Canned Heat, accoglie nell’organico il batterista Adolfo “Fito” De La Parra. Poi arrivano i clamorosi successi di On the Road Again, un raga-blues che si impone subito nell’olimpo dei grandi classici del rock, e Going Up the Country. Questi sono gli anni migliori per la formazione, come dimostrano album del periodo quali il doppio Living the Blues e Hallelujah. Del 1970 è una jam dei Canned Heat, senza Vestine, con il maestro John Lee Hooker per il magnifico Hooker’n’Heat. Lo stesso anno, però, Wilson muore per un’overdose. In seguito, Hite, De La Parra e il rientrato Vestine guidano nuove formazioni della band per altri album di scarsa fortuna. Nel 1981 Hite, noto anche per la sua straordinaria collezione di dischi blues, muore per un attacco di cuore. De La Parra e Vestine continuano a tenere il nome del gruppo per un’attività prevalentemente concertistica; negli anni novanta tornano in sala per incidere un paio di nuovi album. Vestine muore nel 1997, ma De La Parra non demorde. Del 1999 è Boogie 2000 .
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