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1970 - Sai che cos'è l'isola di Wight
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Rock dal pianeta Terra
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Negli anni settanta le produzioni discografiche aumentano considerevolmente di numero e si sparpagliano con regolarità anche nei paesi non anglosassoni. La costante popolarità internazionale dei veterani olandesi Golden Earring, in attività dal 1961, o quella di Johnny Halliday, ora non sono più casi isolati. Via via, nel corso del decennio, nella carta geografica del rock si piantano stabilmente le bandiere con i colori della Germania, della Francia, dell'Olanda, dell'Italia, della Spagna, della Svezia, della Danimarca, dei paesi dell'est europeo, di quelli sudamericani. Nel 1970 la Germania ha già acceso i suoi fari. Escono i Tangerine Dream, gli Embryo, i Guru Guru, i Jeronimo; i Can corrono spediti verso la fine del decennio; Florian Schneider e Ralf Hutton preparano il terreno ai Kraftwerk con gli Organisation. In gran vena, poi, sono gli Amon Duul II; per il loro secondo album, Yeti, gettano in copertina l'eterna falciatrice e navigano nella fantasia tra improvvisazioni freak, temi oscuri e voli acidi. Dalla Francia, invece, arrivano i Magma: sono spettacolari e pazzoidi e si avventurano tra jazz, progressive, rock e concept fantascientifici. Come se non bastasse, cantano in kobaiano, una lingua aliena inventata dal loro batterista Christian Vander. Sempre in Francia, inoltre, esce Magick Brother dell'ex Soft Machine Daevid Allen. Nel frattempo gli olandesi Ekseption provocano un po' di scalpore tra il pubblico europeo con il loro album omonimo, ricco di diaboliche citazioni da Gershwin, Beethoven, Khatchaturian, Saint-Saëns.
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2/10
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