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> Sorti progressive...

Soffiano forti, nel 1970, anche i venti del progressive. Partono dalla psichedelia, dal rock-blues, dal pop sinfonico dei Moody Blues, dalla musica classica, dal jazz, dalle melodie dei Beatles. Fondono poesia e sperimentazione, meditate ricerche e tentazioni spettacolari. Gli Yes nel 1970 sono in crescita: pubblicano Time and a Word; quindi sostituiscono Peter Banks con l'ex Tomorrow Steve Howe per registrare The Yes Album. I King Crimson, invece, si sbattono nel caos. In the Wake of Poseidon viene registrato da una formazione precaria; poi, per Lizard, Robert Fripp riesce finalmente a mettere su un organico stabile. I Pink Floyd, intanto, conservano le loro tracce psichedeliche e le innestano sull'impianto progressivo di Atom Heart Mother. Nella suite che dà il titolo al disco il quartetto si avvale degli inusuali incastri vocali di un coro arrangiato dal musicista d'avanguardia Ron Geesin. Proprio verso l'avanguardia, e il jazz, si muovono i Soft Machine con Third. La loro vena più eccentrica, comunque, rimane in vita nelle ballate e nelle orchestrazioni dada di Shooting at the Moon del loro ex bassista Kevin Ayers e in The End of an Ear del loro batterista Robert Wyatt. Del giro della "macchina morbida" sono anche i Caravan, che con il delizioso If I Could Do It All Over Again, I'd Do It All Over You mescolano rock, folk, riferimenti classici e sfumature jazz. La sensibilità progressive, poi, è ben presente nei pirotecnici Emerson, Lake & Palmer, nelle costruzioni ruspanti dei Family di A Song for Me e Anyway; così come nell'epocale John Barleycorn Must Die dei ricostituiti Traffic. Nel frattempo, i Genesis raggiungono una prima reale definizione artistica con Trespass , non contenti mettono un'inserzione sul giornale e scovano Phil Collins e Steve Hackett. Di fronte a loro, comunque, la freddezza del pubblico britannico è devastante. Anche i Gentle Giant, che incidono il loro primo album omonimo, e i Van der Graaf Generator, cupi e malinconici, si trovano davanti micidiali muri di indifferenza.



4/10


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