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TIMONE
[sec. XIV; latimone volg. timo -onis, dal class. temo-onis]
Ciascuna
di quelle superfici orientabili impiegate per governare
i natanti. Nel canottaggio, timone a pedale, dispositivo
posto sulle imbarcazioni senza timoniere, che viene
manovrato da uno dei vogatori; consiste in due tiranti
azionati per mezzo di due pedali che comandano gli
spostamenti del timone Nella sua forma attuale, il timone
è costituito da una parte immersa, detta pala
o spalla, irrigidita da un fusto o da un telaio; la
parte superiore della pala si collega a un'asta o testa,
di sezione generalmente circolare, con asse per lo più
verticale, che forma l'organo finale al quale è
fissata la barra con cui si imprime alla pala la necessaria
angolazione. Adeguati scontri sono
applicati al fusto e alla barra per limitare l'angolazione
massima del timone a 35-40º. In corrispondenza
dei bracci del fusto sono applicati dei perni allineati
con l'asta (agugliotti) che consentono l'inserimento
del timone entro boccole (femminelle) sopportate dal
dritto di poppa (nelle imbarcazioni di legno) o da un
telaio irrigidito posto sotto la curvatura poppiera
(dritto del timone). Sulle
navi maggiori sono adottate anche soluzioni a sbalzo,
cioè il timone è sospeso sporgente dalla
carena e sostenuto da un reggispinta in testa, integrato
da una pinna fissa sporgente dalla carena; il peso è
quindi sopportato dall'asta. Per ridurre il momento
necessario per mettere alla banda il timone,
si ricorre al timone compensato, che presenta cioè
una certa parte della superficie della pala a proravia
dell'asse di rotazione. Il comando del timone, sulle
imbarcazioni leggere, viene effettuato manualmente agendo
direttamente sulla barra; sulle imbarcazioni maggiori
il governo del timone si
effettua agendo manualmente su una ruota dotata di maniglie
che comanda il meccanismo (agghiaccio) che presiede
alla rotazione del timone, essenzialmente costituito
da un tamburo su cui sono avvolti alcuni giri del cavo
o della catena (frenello) collegati alla barra del timone;
in tal modo
è diminuito lo sforzo del timoniere e il governo
viene effettuato a distanza. Sulle navi tale sistema
è sostituito da impianti meccanici, che comprendono
anche motori ausiliari di manovra e che consentono manovre
celeri con modesti sforzi del timoniere. Sulle grandi
unità con propulsione meccanica, si adotta il
timone automatico, in genere comandato dall'angolo di
prora
prefissato e quindi asservito alla bussola; sulle unità
a vela (per lo più yachts) esso è invece
comandato dall'angolo, prefissato, fra il vento e l'asse
longitudinale dello scafo; esso governa in modo da mantenere
tale angolo. Sui sommergibili esistono timoni di profondità,
superfici mobili ad asse trasversale, impiegate per
regolare la quota del battello. In genere si hanno una
coppia di timoni prodieri e una di timoni poppieri;
i primi sono abbattibili o a scomparsa, ma vi sono esempi
di timoni prodieri non rientrabili; i timoni poppieri
sono in genere non rientrabili.
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