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Cinquecento
Il Cinquecento fu un secolo denso di importanti avvenimenti politici e religiosi: su tutti la creazione dell'impero di Carlo V e la grande divisione religiosa della Riforma protestante promossa da Martin Lutero. Gli intellettuali del tempo si concentrarono su queste vicende, con importanti scritti di stampo civile e storico; ad esempio, Il Principe di Niccolò Machiavelli e i Ricordi politici e civili di Francesco Guicciardini, testimonianze dello spirito del tempo e dell'affermarsi di una nuova coscienza politica.
Il XVI secolo, in Italia, si caratterizzò anche per la prima vera codifica della lingua letteraria, assumendo come modello per la lirica Petrarca, Boccaccio per la prosa. Nacquero opere stilisticamente molto curate che abbracciavano diversi campi della letteratura: per la trattatistica è da ricordare Il libro del Cortegiano di Baldassar Castiglione, per l'epica il poema La Gerusalemme liberata di Torquato Tasso, per il genere cavalleresco l'Orlando furioso di Ludovico Ariosto. Anche il teatro ebbe, in questo secolo, una spinta innovativa dovuta soprattutto al contributo delle opere dialettali: Angelo Beolco (vero nome di Ruzante) scrisse le sue commedie in pavano, cioè il padovano parlato nel contado, come testimonia la Bilora.
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