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Settecento
Il Settecento è, per definizione, il secolo dei “lumi”, il secolo cioè durante il quale gli intellettuali di tutta Europa diedero vita a un nuovo modo di intendere la cultura e il ruolo dell'uomo nella società: l'aspetto religioso viene così accantonato dalle riflessioni filosofiche e politiche, per lasciare spazio alla dimensione laica della conoscenza.
Il lato razionale della ricerca scientifica emerse soprattutto in Francia, mentre in Italia, specie nella prima metà del secolo, l'Illuminismo appare ancora mediato da un certa vena classicista. Soltanto verso la fine del Settecento anche la nostra penisola venne toccata da una vera e propria ondata di rinnovamento culturale che si manifestò, nell'area lombarda, sulle pagine della rivista letteraria Il Caffè , che annoverava tra i suoi collaboratori Cesare Beccaria, divenuto celebre in tutta Europa per il suo trattato Dei delitti e delle pene. A Milano gravitò anche un altro pensatore che scosse le coscienze dell'alta e media borghesia, Giuseppe Parini: con Il giorno ne mise in ridicolo privilegi e abitudini di vita ormai datati.
Il XVIII fu inoltre un secolo molto importante per la storia del teatro italiano e, più in generale, europeo: Pietro Metastasio e Carlo Goldoni portarono la loro fama e i loro successi anche al di là delle Alpi. Il primo, il cui capolavoro fu la Didone abbandonata, pose le basi del melodramma, il secondo rinnovò la commedia in senso borghese come appare chiaramente in una delle sue opere più famose, La locandiera.
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