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Croce astile di Desiderio
Incoronazione di Carlo Magno




Ottocento > Alessandro Manzoni

Adelchi

L'Adelchi, tragedia in cinque atti in endecasillabi sciolti, fu composta tra il 1820 e il 1822, dopo la stesura dell'altra tragedia manzoniana, Il Conte di Carmagnola (1816 - 1820). La scelta del dramma di ambientazione storica fu motivata dallo stesso autore nella Lettre ā M.C. (Monsieur Chauvet) redatta nel 1819. Per Manzoni č compito del poeta illustrare i sentimenti e i pensieri che hanno accompagnato le azioni degli uomini e che non sono oggetto della ricostruzione storica, ma “dominio della poesia”. La tragedia Adelchi, che non rispetta le unitā di tempo, luogo e azione per dare maggiore verosimiglianza agli eventi narrati, propone una visione della storia come sofferenza (giustificata dal suo essere “preparazione a un'altra esistenza”), e introduce un ulteriore elemento: la presenza degli umili e degli oppressi che, con i potenti, contribuiscono al suo divenire. L'azione č ambientata nell'VIII secolo, all'epoca del crollo dei Longobardi per mano dei Franchi, guidati da Carlo Magno. Desiderio, re dei Longobardi, intende vendicarsi dell'affronto subito a opera di Carlo, che ha ripudiato sua figlia Ermengarda e, a tale scopo cerca di indurre papa Adriano a deporre il sovrano dal trono. Mentre Adelchi tenta invano di convincere il padre Desiderio a desistere dallo scontro con i Franchi e a trovare un accordo con il papa, Ermengarda si chiude in convento, dove morirā straziata dal dolore per l'amore perduto. Fallito il tentativo di Adelchi e iniziata la guerra, alcuni duchi tradiscono e si consegnano a Carlo che assedia l'esercito longobardo alle Chiuse di Susa. Nonostante la strenua difesa di Adelchi, l'esercito franco sbaraglia quello longobardo grazie a un espediente suggerito dal diacono Martino. Desiderio si arrocca a Pavia, mentre Adelchi difende Verona. Caduta Pavia per il tradimento di Guntigi, Desiderio, fatto prigioniero, chiede sia risparmiata la vita del figlio. Ma Adelchi, pur non condividendo le scelte del padre, rimane fedele al suo dovere e con pochi fedeli combatte fino a cadere ferito. Condotto morente di fronte ai due sovrani, enuncia la propria sfiducia nella possibilitā di separare il giusto dall'ingiusto e affida la sua “anima stanca” alla giustizia divina. Il personaggio di Adelchi, combattuto tra il senso del dovere e il sentimento di ribellione all'ingiustizia e alla violenza del potere, e destinato alla sconfitta e alla morte, č un personaggio esemplificativo della visione manzoniana della storia, intesa come teatro del conflitto tra giustizia terrena e volontā divina.


  

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