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Sonetto introduttivo
Rime amorose in vita di Laura: parte prima
Rime in vita di Laura: parte seconda
Rime in vita di Laura: parte terza
Rime in vita di Laura: parte quarta
Rime in vita di Laura: parte quinta
Rime in vita di Laura: parte sesta
Rime in vita di Laura: parte settima
Rime in vita di Laura: parte ottava
Rime in vita di Laura: parte nona
Rime in vita di Laura: parte decima
Rime amorose in morte di Laura


Francesco Petrarca e Laura
Laura




Trecento > Francesco Petrarca

Canzoniere

Capolavoro della letteratura italiana ed europea, il Canzoniere, che Petrarca intitolò Rerum vulgarium fragmenta, diede origine a quel fenomeno di imitazione che nel Quattrocento e nel Cinquecento si diffuse in Italia e in larga parte d'Europa con il nome di Petrarchismo. L'opera, composta in volgare, consta di 366 poesie: 317 sonetti, 29 canzoni, 9 sestine, 7 ballate e 4 madrigali, alla cui stesura il poeta si dedicò dal 1335 fino alla morte. Le rime inserite nel Canzoniere furono scelte da Petrarca stesso da una produzione più ampia, e rielaborate e riordinate più volte fino alla redazione definitiva. Nucleo centrale della raccolta è la rivisitazione dell'amore del poeta per Laura, cantata in vita e ricordata e rimpianta dopo la morte. La rappresentazione della donna amata, immortalata nei versi di sonetti come Erano i capei d'oro a l'aura sparsi o di canzoni come Chiare fresche et dolci acque e l'evolversi della passione amorosa in un amore spirituale e cristiano costituiscono i temi base della poesia petrarchesca, il cui filo peraltro si snoda oltre i limiti della rievocazione del sentimento amoroso (che non fu mai corrisposto), per divenire riflessione autobiografica sull'itinerario interiore del poeta. L'oscillazione tra sogno e realtà (Di pensier in pensier, di monte in monte), la malinconia e la ricerca della solitudine (Solo e pensoso i più deserti campi), il trascorrere del tempo e la vecchiaia (La vita fugge e non s'arresta un'ora), i conflitti interiori (Pace non trovo e non ò da far guerra), il rifugio nella preghiera (Padre del ciel, dopo i perduti giorni) sono i motivi ricorrenti di questo percorso. Nella rappresentazione di una crisi personale, in una solitudine conscia della precarietà dell'esistenza e in una continua sofferta ricerca interiore, sta la modernità di Petrarca, la cui opera ci rivela una nuova figura di intellettuale, chiuso nella meditazione su se stesso. Modernità che si rivela anche nella sperimentazione e creazione di una nuova lingua letteraria volgare. Nel Canzoniere oltre alle liriche amorose, si ritrovano testi che si ispirano alla passione civile, politica e religiosa, tra cui la nota canzone Italia mia, benché 'l parlar sia indarno che, per la sua accorata denuncia della crisi sociale e politica in cui versava l'Italia, viene considerata uno dei primi esempi di poesia patriottica.



  

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