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Ritratto della figliastra di Giovanni Fattori




Ottocento > Ippolito Nievo

Confessioni di un italiano

Considerato il romanzo più bello e completo di Ippolito Nievo, Confessioni di un italiano fu scritto nel 1858 e pubblicato postumo nel 1867 con il titolo Confessioni di un ottuagenario, voluto dall’editore per evitare che si potesse pensare a una “pappolata politica”; soltanto nel 1931, sventato ormai il timore di un pericoloso eccesso patriottico nel titolo, ci fu un’edizione critica pubblicata con il titolo originale.
Carlo Altoviti, l’anziano protagonista della lunga confessione, parlando in prima persona ripercorre la sua vita, e attraverso di essa i momenti più importanti della storia d’Italia tra la fine del Settecento e la prima metà dell’Ottocento. Dall’infanzia trascorsa nel mondo ancora quasi feudale rappresentato dal castello di Fratta, in Friuli, al luglio del 1789 in Francia e all’arrivo delle armate rivoluzionare in Italia che diffusero tra la gioventù del paese nuovi ideali, la vita di Carlo si presenta come un lento processo di formazione della coscienza di un uomo nuovo.
Dopo aver vissuto da protagonista l’età napoleonica, la Restaurazione e i primi moti d’indipendenza, il protagonista delle Confessioni chiuderà il libro, e allo stesso modo la propria vita, con la fiduciosa speranza in un futuro migliore per il proprio paese.
Se il titolo già richiama alla mente la celebre opera di Rousseau anche il contenuto è ispirato, per certi aspetti, al pensiero del filosofo francese.
Da intellettuale attento, Nievo recepisce l’esigenza di un approccio realistico alle vicende da narrare, ma la concilia con una netta visione dell’ideale. In questo modo riesce a fondere lo slancio verso l’intuizione di un’armonia superiore di natura e vita cosmica (Rousseau) con la fede nel progresso e nella storia come conquista di valori sempre più alti tipica del Romanticismo impegnato. L’esistenza del bene e della giustizia, la presenza di un sentimento religioso inteso come assunzione di responsabilità personale, la fondamentale razionalità della storia stimolano, nella visione di Nievo, l’individuo ad agire e a non perdere la fiducia nei suoi ideali. Nel romanzo la storia della crescita spirituale e politica di Carlo si accompagna a quella del suo amore tempestoso con la Pisana, una cugina, di cui il protagonista s’innamora adolescente. Questa figura femminile non ha precedenti nella cultura italiana: è infatti una donna dalla personalità complessa e contraddittoria, forte, volitiva e capricciosa, ma anche profondamente coraggiosa e capace di generosità. Innamorata di Carlo, con il quale passa momenti magici sin dall’adolescenza (come il famoso episodio della scoperta del mare), non esita poi a tradirlo e a sposare quasi per dispetto un nobile vecchio e ricchissimo. Tenera e volubile, passionale e irrequieta, la Pisana conduce il loro amore tra alti e bassi, abbandoni e riconciliazioni, per poi mostrare tutta la sua dedizione nel momento più tragico della vita del protagonista, quando lo assisterà malato e afflitto da una terribile cecità. Esiliato a Londra, abbandonato da tutti, Carlo troverà allora nella cugina una donna disposta a tutto, anche a chiedere l’elemosina per strada, pur di non rinnegare il suo ideale d’amore. Verso la fine del romanzo, Carlo, ormai rimesso in forze e nuovamente tornato a vedere, assisterà alla serena morte della donna amata, a causa di una malattia. Si susseguono poi avvenimenti politici tra il realistico e il romanzato, attraverso i quali il protagonista trascorrerà ancora attivamente la sua vita, tenace nel nutrire, anche sulla soglia degli ottant’anni e pur dopo tante sofferenze e delusioni, la speranza del riscatto della patria.
Per quanto a tratti disordinato (soprattutto nella narrazione delle disavventure politiche), Confessioni di un italiano è un’opera che, data la grande vitalità stilistica e descrittiva, l’ampio respiro immaginativo, l’appassionata ricostruzione della memoria, ha segnato la storia della nostra letteratura tanto da essere considerata il romanzo più importante tra Manzoni e Verga.

  

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