Sapere.it > Canale scuola
 
I Grandi Classici

Gli autori
I periodi storici
Cerca:  
Note sull'autore 
 

Inutilità delle tombe perché con la morte tutto avrà fine
Corrispondenza di "amorosi sensi" tra i vivi e i morti
Soltanto gli uomini positivi possono illudersi di essere ricordati
La legge impone cimiteri fuori città e fosse comuni: disonore per Parini
L’istituzione delle sepolture presso i popoli civili
Le tombe dei grandi uomini ispirano nobili imprese e amor di patria
Funzione del poeta e della poesia nel tramandare il ricordo degli eroi
Esempio degli eroi troiani le cui gesta sono immortalate da Omero


Amor Sacro e Amor Profano di Tiziano
Monumento funebre a Galileo Galilei




Ottocento > Ugo Foscolo

Dei Sepolcri

Foscolo scrisse il carme Dei Sepolcri a Milano nel 1806 e lo pubblicò l’anno successivo a Brescia: il motivo occasionale per la sua stesura fu l’editto napoleonico di Saint Cloud del 1804, esteso in Italia nel 1806, il quale stabiliva che i cimiteri venissero posti al di fuori delle mura cittadine e che non vi fossero segni distintivi sulle lapidi. La legge voleva perseguire norme igienico-sanitarie e affermare un principio egualitario, in contrasto con la tradizione cristiana che dava onore di sepoltura ai grandi uomini nelle chiese. Essa suscitò vivaci contrasti sia in Francia sia in Italia soprattutto negli ambienti conservatori: Foscolo dapprima, in contrapposizione al suo amico Ippolito Pindemonte, cui è dedicato il carme, fu favorevole all’editto, poi mutò parere e sostenne la necessità di difendere il culto dei defunti per ragioni civili e filosofiche e prese così ulteriormente le distanze dalla politica della Francia napoleonica. Ma oltre i motivi occasionali se ne intrecciano altri più profondi che richiamano le tematiche proprie di tutta la produzione foscoliana e che erano già maturate durante la stesura dell’Ortis e dei Sonetti. Prima di tutto emerge dunque, in una lunga iniziale argomentazione, il significato civile dei sepolcri, specialmente quelli dei grandi, perché racchiudono la memoria storica delle loro gesta e animano lo spirito di emulazione verso azioni eroiche. Foscolo, materialista, non crede dunque nella vita eterna, ma nell’ “illusione” della continuità della vita nel ricordo dei propri cari; in questo senso è essenziale che la lapide conservi il nome del defunto e permetta così l’instaurarsi di quella “corrispondenza di amorosi sensi” tra i vivi e i cari estinti. Ciò vale per i grandi uomini che hanno compiuto imprese degne di essere ricordate, ed è vero altresì presso tutti i popoli civili che hanno sempre venerato il culto dei morti perché dalle glorie del passato nascano o si rinfocolino le virtù patrie. Da dove quindi può nascere l’ansia di riscatto dell’Italia asservita allo straniero, se non dalle tombe conservate nella chiesa di Santa Croce a Firenze? Da quei monumenti emana il sentimento che spingerà gli animi coraggiosi a combattere, come è avvenuto per i Greci che hanno tratto dai loro morti nuova forza per sconfiggere i Persiani. Il compito poi di esaltare il valore delle tombe è affidato al poeta e al suo canto; così come Omero nell’antichità ha immortalato nei suoi poemi gli eroi e le loro sventure e fatto di Ettore un simbolo universale dell’onore e dell’amor di patria, così Foscolo si assume il ruolo di destare con il suo carme lo spirito nazionale e di educare una nuova classe di uomini capaci di rinnovare l’Italia. E qui si innesta l’altro tema caro all’autore, quello dell’esilio; egli è lontano sia dalla sua terra materna sia dalla sua patria storica e politica e si assume il ruolo di cantore della libertà e delle virtù civili atte a riscattare, insieme al suo, il dolore di tutta un’umanità schiacciata e repressa dallo straniero. Carme intenso dunque Dei Sepolcri, scritto con una lingua dotta e una sintassi elaborata, in cui si ritrova la complessità della personalità foscoliana, sempre dilaniata tra la contemplazione di un mondo classico equilibrato e armonico, in contrasto con le contraddizioni dell’epoca contemporanea, vissute con dolorosa e romantica sofferenza.

  

stampa questa pagina