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I Grandi Classici

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Introduzione
La partenza da Venezia verso Costantinopoli e la Cina
Rassegna dei territori visitati: luoghi, popoli e costumi
Descrizione dei territori visitati: parte seconda


Commerci in Oriente
I viaggi di Marco Polo
Storie di San Nicola di Beato Angelico




Trecento > Marco Polo

Milione (Il)

L'opera di Marco Polo, che riscosse grande successo tra i contemporanei e nei secoli successivi, rappresenta sicuramente il più significativo resoconto di viaggi del Medio Evo e contribuì ad ampliare le scarse conoscenze geografiche dell'epoca. Il testo originale, dettato a Rustichello da Pisa, che lo intitolò Livres des merveilles du monde (o De mirabilibus mundi) è andato perduto, e le numerose traduzioni in diverse lingue che ne furono successivamente fatte sono note come Il Milione. Questo titolo sembra derivi da Emilione, nome adottato dalla famiglia di Marco per distinguersi dai tanti altri Polo presenti a Venezia. Il libro, che ancora oggi viene considerato un documento fondamentale per comprendere sia la civiltà orientale sia lo spirito mercantile della fine del Duecento, conquistò subito i lettori, ammaliati dal fascino dei luoghi descritti e delle avventure narrate.
Nella prefazione, indirizzata a re, duchi e imperatori, Marco Polo enuncia di voler scrivere un testo che permetta di apprendere cose nuove. Come egli stesso dichiara, vi si parla “dei popoli, delle bestie, degli uccelli; dell'oro, dell'argento, delle pietre preziose, delle perle; delle mercatanzie e di molte altre cose. La narrazione non si limita al semplice resoconto di un viaggiatore mercante attento agli aspetti economici e ai beni materiali - ritroviamo cenni sulle spezie e il carbon fossile del Catai o sulle pietre preziose - ma si sofferma anche sul mondo della natura e sui costumi di popoli e civiltà, fonti per l'autore di stupore e di continue scoperte. In tal modo l'impianto dell'opera riesce a fondere insieme l'accuratezza delle descrizioni con il tono romanzesco, la precisione dei riferimenti alle tradizioni e ai costumi con il gusto per il fiabesco e il meraviglioso. Famosissime le pagine sul Veglio della Montagna, sulla residenza estiva del Khan a Ciandu (oggi Shang-tu) e sugli usi dell'impero cinese. Di eccezionale efficacia è la descrizione dei lunghi viaggi a cavallo verso terre sconosciute, il senso di ammirazione e meraviglia di fronte ai palazzi d'oro e d'argento e ai giardini ricchi di fiori rari, alle solenni cerimonie in onore di idoli e sovrani, alle violente battaglie per la conquista di un territorio. Il risultato complessivo è quello di un vero e proprio documento, un esempio di reportage ante litteram (la cui attendibilità è stata confermata dai recenti studi orientalistici) sulla civiltà e la vita di popoli così lontani dalla cultura occidentale da apparire ai primi lettori il frutto di una fervida fantasia.

  

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