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Capitolo XXXII
Capitolo XXXIII
CapitoloXXXIV
Capitolo XXXV
Capitolo XXXVI
Capitolo XXXVII
Capitolo XXXVIII


L'incontro con i bravi
Il conte duca di Olivares di Rodriguez Velasquez de Silva
San Carlo distribuisce ai poveri le ricchezze di Oria
La peste di Arnold Böcklin
Incisione di Gonin per un'edizione illustrata dei Promessi Sposi
La cuoca di Jan Vermeer




Ottocento > Alessandro Manzoni

Promessi Sposi (I)

Considerato il capolavoro di Alessandro Manzoni e il primo grande romanzo italiano I Promessi Sposi ebbe lunga e travagliata stesura. Nato dall’esigenza di Manzoni di abbracciare in un’unica opera le sue concezioni sulla storia, sulla religione e sull’uso di una vera lingua italiana, prese le mosse dal gusto allora in voga del romanzo storico, sulla scia del successo di Ivanhoe di Walter Scott, e dall’esigenza di mettere in primo piano il “vero” storico, in modo da rappresentare al meglio i sentimenti umani in una perfetta integrazione tra invenzione e realtà. Tale concezione fu poi superata attraverso la maturata convinzione che la storia è il luogo in cui si esplica l'azione della provvidenza divina, che si afferma al di sopra delle volontà, delle passioni e dei tormenti dei singoli per rendere al fine trionfante un bene superiore. Il romanzo narra infatti una vicenda di umili, divisi dalla prepotenza umana e ricongiunti dalla provvidenza e per farlo usa un italiano tanto nuovo e potente da condizionare tutta la narrativa a lui successiva. Elaborato tra il 1821 e il 1823 con il titolo di Fermo e Lucia e ristrutturato negli anni 1824-26, vide la luce con il titolo definitivo nel 1827 e successivamente uscì tra il 1840 e il 1842 a dispense, dopo la revisione linguistica operata da Manzoni in seguito al soggiorno a Firenze, per spurgarlo di ogni dialettismo e farlo assurgere a dignità di romanzo nazionale.
La trama narrativa in sé è abbastanza semplice: c'è un prepotente signorotto, Don Rodrigo, che si avvale dell'aiuto dei suoi “bravi” per intimare a Don Abbondio, curato di un paesino che si affaccia sul lago di Como, di non celebrare il matrimonio tra Renzo Tramaglino e Lucia Mondella. Un frate, Cristoforo, aiuterà i giovani a sfuggire la persecuzione mandando Renzo a Milano e Lucia nel monastero di Monza. Qui la giovane verrà rapita, per conto di Don Rodrigo, da un altro signorotto, l'Innominato, il quale però si convertirà e affiderà la giovane al cardinale Borromeo. In una Milano sconvolta da peste, carestia, truppe mercenarie di francesi e spagnoli in lotta (l'intera vicenda si svolge tra 1628 e il 1630) Renzo e Lucia si ritrovano. Ma lei ha contratto il morbo e, inoltre, ha fatto voto di castità. Fra' Cristoforo interviene ancora una volta sciogliendo il voto, Lucia guarisce e finalmente i promessi diventano sposi.
La complessità dell'opera di Manzoni è data invece innanzitutto dalla sua struttura (all'interno del romanzo si sviluppa un altro romanzo che narra le vicende di Renzo a Milano, e in cui l'autore regala uno degli affreschi più belli e toccanti di una città dilaniata dalla peste e dalle guerre tra invasori) e da una serie di personaggi minori (Azzeccagarbugli, la monaca di Monza, Perpetua, Don Ferrante, Agnese) che l'autore ha descritto così bene da consegnarli per sempre a rappresentare le virtù e le debolezze dell'animo umano.

  

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