Considerato il capolavoro di Alessandro Manzoni e il primo grande romanzo italiano I Promessi Sposi ebbe lunga e travagliata stesura. Nato dall’esigenza di Manzoni di abbracciare in un’unica opera le sue concezioni sulla storia, sulla religione e sull’uso di una vera lingua italiana, prese le mosse dal gusto allora in voga del romanzo storico, sulla scia del successo di Ivanhoe di Walter Scott, e dall’esigenza di mettere in primo piano il “vero” storico, in modo da rappresentare al meglio i sentimenti umani in una perfetta integrazione tra invenzione e realtà. Tale concezione fu poi superata attraverso la maturata convinzione che la storia è il luogo in cui si esplica l'azione della provvidenza divina, che si afferma al di sopra delle volontà, delle passioni e dei tormenti dei singoli per rendere al fine trionfante un bene superiore. Il romanzo narra infatti una vicenda di umili, divisi dalla prepotenza umana e ricongiunti dalla provvidenza e per farlo usa un italiano tanto nuovo e potente da condizionare tutta la narrativa a lui successiva. Elaborato tra il 1821 e il 1823 con il titolo di Fermo e Lucia e ristrutturato negli anni 1824-26, vide la luce con il titolo definitivo nel 1827 e successivamente uscì tra il 1840 e il 1842 a dispense, dopo la revisione linguistica operata da Manzoni in seguito al soggiorno a Firenze, per spurgarlo di ogni dialettismo e farlo assurgere a dignità di romanzo nazionale.
La trama narrativa in sé è abbastanza semplice: c'è un prepotente signorotto, Don Rodrigo, che si avvale dell'aiuto dei suoi “bravi” per intimare a Don Abbondio, curato di un paesino che si affaccia sul lago di Como, di non celebrare il matrimonio tra Renzo Tramaglino e Lucia Mondella. Un frate, Cristoforo, aiuterà i giovani a sfuggire la persecuzione mandando Renzo a Milano e Lucia nel monastero di Monza. Qui la giovane verrà rapita, per conto di Don Rodrigo, da un altro signorotto, l'Innominato, il quale però si convertirà e affiderà la giovane al cardinale Borromeo. In una Milano sconvolta da peste, carestia, truppe mercenarie di francesi e spagnoli in lotta (l'intera vicenda si svolge tra 1628 e il 1630) Renzo e Lucia si ritrovano. Ma lei ha contratto il morbo e, inoltre, ha fatto voto di castità. Fra' Cristoforo interviene ancora una volta sciogliendo il voto, Lucia guarisce e finalmente i promessi diventano sposi.
La complessità dell'opera di Manzoni è data invece innanzitutto dalla sua struttura (all'interno del romanzo si sviluppa un altro romanzo che narra le vicende di Renzo a Milano, e in cui l'autore regala uno degli affreschi più belli e toccanti di una città dilaniata dalla peste e dalle guerre tra invasori) e da una serie di personaggi minori (Azzeccagarbugli, la monaca di Monza, Perpetua, Don Ferrante, Agnese) che l'autore ha descritto così bene da consegnarli per sempre a rappresentare le virtù e le debolezze dell'animo umano.