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Carlo V e Clemente VII con i Lanzichenecchi




Cinquecento > Francesco Guicciardini

Ricordi politici e civili

Anche se inizialmente non concepiti come un trattato organico, i Ricordi di Francesco Guicciardini rappresentano una summa del suo pensiero politico e della sua visione della realtà. Dell'opera, che raccoglie oltre 200 tra massime, sentenze e osservazioni, esistono cinque redazioni. Nei due primi quaderni autografi del 1512 l'autore raccoglie essenzialmente appunti di carattere privato e familiare, annotazioni che si verranno arricchendo di considerazioni e di valutazioni politiche nelle redazioni comprese tra il 1523 e il 1528, fino ad arrivare alla forma più organica e compatta della versione definitiva del 1530. Le varie stesure testimoniano le diverse esperienze e le conseguenti evoluzioni del pensiero di Guicciardini, che finirà con l'approdare a una lettura scettica e disincantata dei processi storici. Questo pessimismo, conseguenza anche delle delusioni politiche legate agli eventi della Firenze del tempo, lo porterà a fissare limiti molto rigidi alla possibilità concreta di intervento soggettivo sulla realtà: questa può venire condizionata, ma non radicalmente trasformata dalla volontà degli uomini. Nelle sue riflessioni Guicciardini parte dal presupposto che il ritmo della storia sia imperscrutabile, e pertanto non passibile di una analisi sistematica e deduttiva. Spetta al “buon occhio del saggio” cogliere empiricamente, di volta in volta, le caratteristiche delle diverse situazioni, discernendo e valutando i singoli fatti con giudizi precisi e concreti e adattando a essi la propria condotta. La capacità di discernimento (“la discrezione”) e quella di guardare al particolare, sono qualità proprie dell'uomo politico, che dovrà saper agire senza schemi preconcetti e regole prestabilite. Questa concezione empirica della realtà è l’elemento che differenzia il pensiero di Guicciardini dal metodo deduttivo di Machiavelli, di cui egli, pur ammirandolo, criticò sempre l'utopistica visione di una realtà passibile di profondi mutamenti a opera dell'uomo.


  

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