Sapere.it > Canale scuola
 
I Grandi Classici

Gli autori
I periodi storici
Cerca:  
Note sull'autore 
 

Incontro di Isolina e Checchina tra invidia e amicizia
La tentazione: una cena con il marchese d’Aragona
Il marchese d’Aragona arde di passione per Checchina
Galanterie e sogni passionali: Checchina andrà all’appuntamento?
Tormento di Checchina: inseguire il mito di una vita diversa?
Appuntamenti mancati e fine di un sogno


Ragazzo che accende una candela di El Greco
Portrait de jeune femme di Edgar Degas




Ottocento > Matilde Serao

Virtù di Checchina (La)

Racconto lungo, pubblicato a Catania nel 1884, nel quale Matilde Serao presenta un piccolo mondo borghese i cui personaggi, rassegnati al proprio destino, conducono una vita piatta e priva di entusiasmi. Ne nasce un ritratto schietto e sincero della realtà in cui spicca la figura della protagonista Checchina, moglie del dottor Primicerio, specialista nell’ “aggiustare” le ossa. Egli, grossolano e poco sensibile, non si accorge che la moglie, ancora bella e avvenente, compie duri sforzi per ottemperare ai suoi doveri di moglie e di casalinga. Alla donna, ormai disincantata, non resta che sognare e accontentarsi di vivere indirettamente le avventure galanti dell’amica Isolina.
Accade però anche a Checchina qualcosa di straordinario che la toglierà dal suo torpore. Suscita l’interesse appassionato di un marchese che, ospite a casa sua in occasione di una cena offerta dal marito per procurarsi nuovi clienti, le dichiara il suo amore con un mazzo di rose e la invita nel suo lussuoso palazzo.
Checchina esita, ma non per ragioni di carattere morale: gli impegni quotidiani le impediscono di trovare del tempo per sé. Non saprebbe che cosa mettersi: non ha guanti, scarpe, un abito e un copricapo adatti all’occasione; né saprebbe come giustificare una sua uscita di fronte alla serva, che in casa si comporta come un’autorità. Anche le condizioni del tempo non sono dalla sua parte e contribuiscono a far saltare il primo appuntamento. L’insistenza del corteggiatore rende Checchina più ardita e decisa a non desistere. Si incammina dunque verso il palazzo del marchese, nonostante gli sguardi di un’amica curiosa e di un conoscente pettegolo, ma davanti al custode, un colosso d’uomo che ne sbarra l’ingresso, Checchina, “virtuosa per necessità”, si intimidisce, demorde e ritorna delusa a casa. Conserverà sempre con sé il rimpianto di aver rinunciato all’unica occasione della sua vita, che l’avrebbe trasportata, sebbene temporaneamente, al di fuori della sua esistenza grigia e monotona.

  

stampa questa pagina