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Orlando furioso


Ludovico Ariosto
Il Castello Estense di Ferrara


Mantova: Palazzo Te
Orlando furioso
Este
Mantova: Castello di San Giorgio
Rinascimento
Torquato Tasso
Studia Facile Torquato Tasso
Cavalleresco

Cinquecento

Ludovico Ariosto
(Reggio Emilia, 1474 - Ferrara, 1533)

Ludovico, primo dei dieci figli del ferrarese Nicolò Ariosto, nacque quando questi era capitano della cittadella di Reggio, da decenni sotto il dominio degli Estensi. Tornato con la famiglia a Ferrara nel 1484, tra il 1489 e il 1494 frequentò i corsi di legge presso l'Università di Ferrara, spintovi da Nicolò che voleva destinarlo alla carriera amministrativa, anche se gli interessi del giovane erano già rivolti verso le lettere e la cultura umanistica. Abbandonata, dopo aspri contrasti con il padre, la giurisprudenza, Ludovico poté finalmente assecondare le sue inclinazioni dedicandosi agli studi letterari (soprattutto di latino), sotto la guida del dotto monaco agostiniano Gregorio da Spoleto. Ma la morte del padre, avvenuta nel 1500, lo costrinse ad abbandonare gli studi per provvedere al sostentamento della sua numerosa famiglia. Presi gli ordini religiosi minori per godere dei benefici ecclesiastici (1503), divenne funzionario della corte degli Estensi, con un primo deludente incarico che lo portò a Canossa come capitano della rocca, per passare poi alle dipendenze del cardinale Ippolito d'Este, che gli affidò delicate, e talora rischiose, missioni diplomatiche a Firenze, Mantova e Roma. In questo periodo intraprese la stesura dell' Orlando furioso, iniziato probabilmente nel 1505 e dato alle stampe a Ferrara nel 1516, e compose le prime commedie, tra cui La Cassaria (1508). Licenziato dal cardinale d'Este per essersi rifiutato di seguirlo in Ungheria, entrò al servizio del duca Alfonso, ma nel 1522 le precarie condizioni economiche lo indussero ad accettare il governatorato della Garfagnana, zona turbata da lotte interne e infestata da briganti. Svolse il suo incarico con competenza e senso di giustizia, ma l'amarezza e l'insoddisfazione per la sua difficile condizione trapela dalle sette Satire in terzine composte tra il 1517 e il 1528. Tornato infine a Ferrara nel 1525, abitò nella celebrata parva domus con la compagna Alessandra Benucci (vedova dell'amico Tito Strozzi) sposata segretamente nel 1528 e con il figlio Virgilio, nato nel 1509 da una precedente relazione. Qui poté finalmente vivere coltivando i suoi interessi preferiti: i rapporti con gli amici umanisti, la revisione della stesura dell'Orlando, l'organizzazione di rappresentazioni teatrali per la corte. Nel 1531, quando già la sua fama si era affermata sia in Italia sia in Europa, conobbe Tiziano, che lo ritrasse in un celebre dipinto.
Oltre al suo capolavoro Orlando furioso, Ariosto compose un nutrito numero di opere sia in volgare sia in latino. La produzione di carmi latini, che non va oltre l'esercitazione scolastica, si concentra soprattutto nel decennio compreso tra il 1494 e il 1503. Nello stesso periodo prende avvio la composizione di liriche in volgare mai raccolte in un canzoniere organico, il cui tema dominante è l'amore per Alessandra Benucci e la cui ispirazione petrarchesca è corretta da elementi realistici e intimistici, mentre le Satire, indirizzate ad amici e parenti, per la loro compattezza stilistica costituiscono il meglio della produzione minore ariostesca. Tra il 1508 e il 1528 Ariosto compose inoltre 8 commedie, tra cui la già citata Cassaria (1508), e la Lena, del 1528, caratterizzata da aspri toni realistici.


  

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