Sapere.it > Canale scuola
 
I Grandi Classici

Le Opere
I periodi storici
Cerca:  
 

Decameron


Giovanni Boccaccio


Il Filostrato
Filocolo
Terre e popoli d'Europa. Petrarca, Boccaccio e la letteratura del XV secolo
Elegia di Madonna Fiammetta
Novella
Giovanni Boccaccio
Studia Facile. Giovanni Boccaccio

Trecento

Giovanni Boccaccio
(Firenze?, 1313 – Certaldo, 1375)

Il luogo dove Boccaccio nacque nel 1313 è incerto. Probabilmente fu Firenze, dove il ricco padre naturale Boccaccino di Chellino esercitava il commercio e l'arte del cambio. Indirizzato da questi agli studi commerciali e giuridici, ancora adolescente venne inviato a Napoli, presso la succursale del banco fiorentino dei Bardi, per impratichirsi nelle attività bancarie e commerciali. Dopo essere passato allo studio del diritto canonico, si dedicò a letture a lui più congeniali. Stimolato dalla vivace e spregiudicata corte di Roberto d'Angiò, nonché dall'amicizia di figure come il poeta e giurista Cino da Pistoia e l'astronomo genovese Andalò del Negro, si appassionò alla lettura dei classici latini e della letteratura contemporanea italiana e francese. Fu un periodo di intensa formazione umana e culturale in un ambiente in cui la raffinatezza della nobiltà angioina coesisteva con l'energia e la vivacità intellettuale della nuova classe borghese mercantile e con la fantasia e la miseria del popolo napoletano. Un mondo complesso e articolato che sarà fonte di ispirazione per le sue novelle. A Napoli sembra che si innamorasse di una gentildonna, celebrata in alcune composizioni col nome di Fiammetta. Nel 1340 fu costretto dal dissesto finanziario del padre a tornare a Firenze, da dove ripartì per soggiornare presso diverse corti, tra cui, nel 1346, quella di Ravenna. A questo periodo appartengono opere di contenuto teologico, come il Ninfale d'Ameto (1341-42) o amoroso come il poemaAmorosa visione (1342), il romanzo in prosa Elegia di Madonna Fiammetta(composto tra il 1343 e il 1344) e il poemetto in ottave Ninfale fiesolano (1345-46). Di nuovo a Firenze nel 1348, fu spettatore degli effetti disastrosi della terribile epidemia di peste che devastò in quegli anni l'Europa, e che provocò la morte del padre e di molti cari amici. La peste farà da sfondo al Decameron, la raccolta di 100 novelle con cui Boccaccio raggiunse l'apice della sua produzione letteraria. L'amicizia con Petrarca, conosciuto nel 1350, lo indusse ad approfondire gli studi di carattere erudito ed umanistico, che lo resero famoso e lo fecero apprezzare dai suoi concittadini. Svolse quindi, tra il 1353 e il 1365, per conto del comune di Firenze diverse ambascerie in Romagna, ad Avignone e a Napoli. Nel 1360, con l'incarico di “chierico curatore di anime”, si ritirò a Certaldo, proseguendovi la sua attività letteraria e culturale. Dopo un anno trascorso a Firenze (1373) con l'incarico di una pubblica lettura della Commedia dantesca, le difficoltà finanziarie e la malferma salute lo riportarono a Certaldo dove morì due anni dopo.
Tra le numerose opere di Boccaccio ricordiamo, oltre alle già citate e al più celebre Decameron , i due romanzi Filostrato (1335) in ottave e Filocolo(1336-38) in prosa, composti durante il soggiorno napoletano e costruiti secondo i canoni tipici della narrativa romanzesca, entrambi di scarsa rilevanza letteraria, come anche il poema Teseida (1340-41), iniziato a Napoli e probabilmente concluso a Firenze. In età avanzata, e dopo la violenta satira antifemminile del Corbaccio (1355), Boccaccio abbandonò il volgare, con l'eccezione del Trattatello in laude di Dante, iniziato nel 1353 e concluso nel 1373, per dedicarsi a scritti in lingua latina. Tra questi i più importanti sono la Genealogia deorum gentilium , una monumentale raccolta di favole mitologiche completata intorno al 1365, il De claris mulieribus (1361-62) e il De casibus virorum illustrium (1373) entrambi di carattere biografico.

  

stampa questa pagina