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Città del Sole (La)


Urbano VIII di Gian Lorenzo Bernini
Processo a Galileo da parte della Santa Inquisizione
Tommaso Campanella


Studia Facile. Tommaso Campanella
Tommaso Campanella
Utopia
Socialismo

Seicento

Tommaso Campanella
(Stilo, Reggio Calabria, 1568 - Parigi, 1639)

Di umilissimi origini, Campanella entrò giovanissimo nell’Ordine domenicano, dove ebbe modo di accedere agli studi filosofici e teologici e venne a conoscenza del pensiero di Bernardino Telesio. Insofferente alla rigida disciplina dell’Ordine si spostò a Napoli, dove alimentò, con i suoi scritti e i suoi atteggiamenti, i sospetti della Chiesa, che intentò contro di lui nel 1592 un primo processo e gli impose di rientrare in Calabria. Campanella invece fuggì a Roma, Firenze, Bologna, Padova subendo ulteriori processi da parte del Sant’Uffizio, che si conclusero nel 1597 con la condanna definitiva, da cui fu prosciolto in seguito all’abiura, e con l’ingiunzione tassativa di rientrare nelle sue terre. In Calabria si trovò immerso nelle condizioni di diffusa miseria delle popolazioni, chiuse in un loro pessimismo dai toni apocalittici, e predicò la ribellione col programma di instaurare una sorta di repubblica comunistica che avrebbe spazzato via feudatari, spagnoli e clero. La rivolta si dimostrò fallimentare sul piano pratico e portò all’arresto di Campanella. Condotto a Napoli nel 1599, subì un terribile processo con supplizi e torture, e si salvò dalla condanna a morte fingendosi pazzo. Dovette però scontare 27 anni di carcere a Napoli e tre successivi a Roma, durante i quali, in mezzo a sofferenze e privazioni, riuscì tuttavia a far giungere la sua protesta e le sue idee riformatrici a papi, imperatori e sovrani. Fu infine liberato nel 1629 grazie all’intercessione di papa Urbano VIII, ma, dedicatosi immediatamente alle sue battaglie in favore di Galileo e dell’autonomia della scienza e contro il governo spagnolo, fu costretto nel 1634 a ripiegare in Francia, dove venne accolto con favore da Luigi XIII e dal cardinale Richelieu che gli diedero la protezione che sperava, ospitandolo nel convento domenicano di Parigi. Qui, persa ogni speranza di rientrare in patria, trascorse gli ultimi anni di vita, continuando a sostenere i suoi ideali e appoggiando come consigliere politico la monarchia francese.
Campanella espose le sue idee sulla natura, la fede e il destino dell’umanità in numerose opere, alcune di natura più prettamente filosofica, come Philosophia sensibus demonstrata (1591), Metaphisicarum rerum iuxta propria dogmata, (1603 e 1609-11) e Del senso delle cose e della magia (1604), altre di stampo storico-politico quali Monarchia di Spagna del 1600, e l’opera sua più famosa, La Città del Sole del 1602, utopistico disegno di uno stato teocratico e comunistico. Scrisse anche di letteratura con la Poetica italiana (1596), dalla quale derivò una Poetica latina (1612). Di grande rilievo sono poi le Poesie filosofiche, pubblicate in parte nel 1622 e in parte postume, che, scritte negli anni bui del carcere, in uno stile rozzo, tormentato e duro, sprigionano un’alta tensione drammatica nell’appellarsi a Dio per sopportare i momenti più terribili e raggiungono una liricità sofferta che le situa al primo posto nella poesia del Seicento.

  

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