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Pianto della Madonna


Veduta di Todi
Jacopone da Todi


Pianto della Madonna
Studia Facile poesia religiosa prestilnovista
lauda
Iacopone da Todi

Duecento

Jacopone da Todi
(Todi, tra il 1230 e il 1236 - Collazzone, Todi, 1306)

Nato dalla nobile famiglia dei Benedetti, Jacopo, detto Jacopone dai suoi concittadini, studiò diritto a Bologna e probabilmente esercitò la professione di avvocato presso la città natale. Rare le notizie biografiche antecedenti alla sua adesione all'Ordine francescano. A provocare la crisi religiosa e un radicale cambiamento di vita fu la tragica morte della moglie Vanna e la scoperta di un cilicio sul corpo della donna (1268). Jacopone ripudiò la vita mondana fino allora condotta, distribuì i suoi beni ai poveri e, dopo 10 anni di penitenza, entrò come frate laico nell'Ordine francescano allora lacerato da contrasti interni, aderendo alla corrente degli “spirituali”, sostenitori di un’interpretazione rigorosa della regola di San Francesco. Irruente e impulsiva fu la sua polemica con Bonifacio VIII, che appoggiava i “conventuali”, favorevoli a un ammorbidimento della regola. Contro il papa, che aveva annullato le disposizioni del predecessore Celestino V a favore degli “spirituali”, compose la violenta invettiva O papa Bonifacio. Successivamente nel 1297 firmò, con i cardinali Colonna, il Manifesto di Longhezza, con il quale si chiedeva la destituzione del Pontefice e la convocazione di un Concilio. Scomunicato e arrestato dopo la caduta di Palestrina, roccaforte dei Colonna, in mano del papa, scontò la prigionia fino al 1303, quando venne liberato dal successore di Bonifacio VIII, papa Benedetto XI. Si ritirò allora nel convento di Collazzone, dove morì tre anni dopo.
Oltre a opere in latino e volgare, di attribuzione non certa, tra cui un Trattato ascetico, una raccolta di Detti e lo Stabat Mater, Jacopone compose 93 Laude, nelle quali rivela la sua dura vena polemica e un esasperato misticismo. Nelle Laude, che hanno l'andamento della ballata, Jacopone si scaglia contro la corruzione della Chiesa e l'orgoglio umano con linguaggio sferzante e ironico, esaltando le virtù ascetiche e maledicendo i vizi mondani. La sua lauda più famosa è il Pianto della Madonna, rappresentazione drammatica della passione di Cristo.

  

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