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Didone abbandonata


Pietro Metastasio


Studia Facile. Il melodramma e Metastasio
Didone
Melodramma
Terre e popoli d'Europa. Il melodramma
Pietro Metastasio

Settecento

Pietro Metastasio
(Roma, 1698 - Vienna, 1782)

Nato da una modesta famiglia di commercianti, Pietro (che assumerà il cognome Metastasio, versione grecizzante del nome originario Trapassi) rivelò, fin da giovanissimo, eccezionali doti di poeta, tali da farlo conoscere e apprezzare dai salotti letterari della Roma mondana. Quando aveva 14 anni, nel 1712, Gian Vincenzo Gravina, importante esponente dell'Accademia dell'Arcadia, lo prese sotto la sua protezione e lo portò in Calabria perché venisse istruito dal filosofo cartesiano Gregorio Caloprese. Tornato a Roma dopo due anni, Metastasio prese gli ordini minori, approfondì la sua formazione dedicandosi agli studi giuridici e, nel 1717, diede alle stampe una prima raccolta di Poesie, che comprendeva anche la tragedia Giustino. Accolto in Arcadia col nome di Artino Corasio, dopo la morte di Gravina (1718), che lo aveva lasciato erede di un cospicuo capitale, fece ritorno a Napoli. Qui si conquistò una discreta fama con alcuni componimenti d'occasione e con la cantata Gli orti esperidi , composta nel 1721, musicata da Nicola Porpora e interpretata dalla celebre cantante romana Marianna Benti (nota come la “romanina”), con la quale intrecciò una relazione amorosa. Ma è nel 1724, con la composizione di un vero e proprio melodramma, Didone abbandonata, che Metastasio raggiunse il pieno successo, divenendo immediatamente popolare a Napoli e in altre città italiane. Si dedicò quindi alla carriera di librettista con una vasta produzione di opere (tra cui Catone in Utica, 1727, Semiramide riconosciuta, 1729, e Artaserse,1730) che gli procurarono fama e onori in tutta Europa. Chiamato a Vienna nel 1730 e nominato “poeta cesareo”, si stabilì presso la corte e, nel corso del decennio successivo, si diede a una intensissima attività, componendo oratori, cantate, canzonette (tra queste ultime ricordiamo La libertà del 1733) e numerosi melodrammi, tra cui Olimpiade e Demofoonte (entrambe del 1733), La clemenza di Tito (1734), Temistocle (1736) e Attilio Regolo (1740). Negli anni successivi, tra il 1745 e il 1773, Metastasio diradò la produzione di melodrammi, anche se seguitò a comporre testi teatrali fino al 1771, e si dedicò soprattutto a opere di carattere teorico e critico, quali le note sull'Ars poetica di Orazio e l'Estratto dell'Arte poetica di Aristotele e considerazioni su la medesima. Tra le altre composizioni minori ricordiamo la canzonetta La partenza, del 1746, dedicata al tema degli addii.


  

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