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Confessioni di un italiano


Ippolito Nievo


Studia Facile. Ippolito Nievo
Romanzo
Ippolito Nievo
Spedizione dei Mille
Terre e popoli d'Europa. Manzoni e il Romanticismo

Ottocento

Ippolito Nievo
(Padova, 1831 - mar Tirreno, 1861)

Cresciuto in una famiglia di idee liberali, studiò giurisprudenza a Pavia e a Padova. Imbevuto di ideali di stampo mazziniano, si dedicò a una fervente attività patriottica, partecipò alla campagna del 1859 e alla spedizione garibaldina dei Mille; in seguito soggiornò qualche tempo in Sicilia, per adempiere ad alcuni incarichi politici e amministrativi, e, al ritorno dall’isola, morì nel naufragio del vapore “Ercole” su cui si era imbarcato.
Come per Pellico, anche per Ippolito Nievo gli ideali politici, e le scelte di vita che ne derivarono, ebbero un’enorme influenza sulla produzione letteraria; egli, infatti, attivo patriota e fedele seguace delle idee di Mazzini, trasferì nelle sue opere, novelle, tragedie, opuscoli politici e romanzi, tutto il fervore unitario della cultura risorgimentale. Non ebbe paura di esporsi alla censura e alle denunce e la sua prima novella, L’avvocatino (1856), gli costò un processo per vilipendio alle guardie imperiali. Dedicò anche molta attenzione alla rappresentazione realistica del mondo contadino della sua terra natale, facendosi assertore di una seria riforma agraria che rendesse partecipi le masse rurali al processo di rinnovamento nazionale.
È tuttavia soltanto dopo la sua morte che si scoprirono le sue notevoli qualità di narratore, con lo scritto umoristico Antiafrodisiaco per l’amor platonico , e soprattutto con il suo romanzo più bello e completo Confessioni di un italiano, scritto nel 1858 e pubblicato, anch’esso postumo, con il titolo di Confessioni di un ottuagenario.
Tra le altre opere si possono ricordare quelle di genere saggistico dove l’autore dimostra un’attenzione per la rappresentazione, un po’ romantica e folcloristica, della vita del popolo, come nell’opuscolo Studi sulla poesia popolare e civile massimamente in Italia, del 1854.
Al genere narrativo appartengono invece le novelle sul mondo contadino e sul Friuli sempre presente nella sua memoria, raccolte in Novelliere campagnuolo, del 1855-56, che costituisce quasi il richiamo a un esame di coscienza da parte della borghesia liberale sulle precarie e disagiate condizioni delle masse contadine, tema ripreso poi nel romanzo incompiuto Il pescatore d’anime (1859). Tra i romanzi di contenuto politico e civile è degno di nota il romanzo storico Angelo di bontà del 1856, la cui trama si svolge in una Venezia settecentesca in totale crisi morale e politica; ai modi stilistici della parodia si può invece accostare il racconto lungo Il barone di Nicastro del 1857; interessanti sono anche gli opuscoli politici Venezia e la libertà d’Italia del 1859, e Frammento sulla rivoluzione nazionale, in cui più compiutamente Nievo tratta il problema della riforma agraria. Se di scarso rilievo si presenta la produzione teatrale, tra cui è la tragedia I Capuani, invece più significativa si dimostra la produzione poetica, che comprende la raccolta Lucciole.


  

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