Giuseppe Parini
(Bosisio, Como, 1729 - Milano, 1799)
Figlio di un modesto commerciante, Giuseppe Parini, dopo aver iniziato gli studi nel paese di origine, si trasferì a Milano dove frequentò le scuole barnabite di Sant'Alessandro. Anche se costretto dalle ristrettezze economiche a impartire lezioni private e a svolgere il lavoro di copista, seguitò ad ampliare la sua formazione culturale dedicandosi alla lettura dei classici e degli scrittori italiani cinquecenteschi. Nel 1752 esordì con una raccolta di versi di gusto arcadico Alcune poesie di Ripano Eupilino, che gli valse l'iscrizione all'Accademia dei Trasformati (1753). Nel 1754, per poter fruire di una piccola rendita lasciatagli da una parente, prese gli ordini sacerdotali. Subito dopo entrò come precettore in casa del duca Gabrio Serbelloni, dove rimase fino al 1762 partecipando alla vivace vita intellettuale della Milano illuminista. In questo periodo compose, oltre a due polemiche linguistiche, a scritti di intonazione satirica in prosa e in versi, e alla prima delle Odi (la stesura delle quali si protrasse fino al 1795), il Discorso sopra la poesia (1761), in cui, ispirandosi al sensismo di Locke e Condillac, auspicava una poesia che fosse di stimolo alla virtù e al bene. Lasciata casa Serbelloni, venne assunto dal conte Giuseppe Maria Imbonati come precettore del figlio Carlo e, tra il 1763 e il 1765, diede alle stampe le prime due parti del poemetto Il Giorno (il Mattino, 1763 e il Mezzogiorno, 1765). Nel 1769 ricevette dal ministro plenipotenziario in Lombardia, il conte Firmian, l'incarico di dirigere la Gazzetta di Milano; nello stesso anno, ottenne la cattedra di eloquenza presso le Scuole palatine e, nel 1791, fu nominato sovraintendente alle scuole di Brera. Nel 1796, dopo l'entrata dei francesi a Milano, fece parte della municipalità repubblicana, ma tornò presto all'insegnamento, cui si dedicò fino alla morte, sopraggiunta prima che riuscisse a portare a compimento il Vespro e la Notte.
Insieme con Il Giorno, le Odi costituiscono la parte più significativa della produzione pariniana. Alle prime 22 Odi, pubblicate in ordine sparso e poi raccolte nel 1791, si aggiunsero nel 1795 le ultime 3. I 25 componimenti poetici, composti in un lasso di tempo molto ampio, sviluppano tematiche che spaziano dal rapporto tra scienza e natura (La vita rustica, 1758; La salubrità dell'aria, 1759), alla funzione della cultura (L'educazione, 1764), a contenuti di carattere più autobiografico (La caduta, 1785; Il pericolo, 1788) per approdare con l 'ultima ode Alla Musa (1795) a un sorta di testamento poetico spirituale. Tra le opere minori ricordiamo il Dialogo sopra la nobiltà del 1757, in cui Parini sostiene l'uguaglianza tra gli uomini e denuncia gli abusi della classe nobiliare, testimoniando il suo avvicinamento alle concezioni illuministe.