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Enciclopedia della comunicazione > Pratiche e strumenti > rete

rete
I network sociali
World Wide Web

Il concetto di rete entra in antropologia sociale per superare gli statici criteri di analisi basati sull'appartenenza di classe. Negli anni '50, John Barnes, un antropologo della scuola di Manchester, nello studiare una comunità di pescatori norvegesi individuò tre livelli di relazioni sociali su cui si fonda il sistema di vita delle persone. Il primo livello è quello dell'appartenenza territoriale e dei legami di natura amministrativa che si stabiliscono tra individui e istituzioni: famiglia, quartiere, comune, provincia, regione. Il secondo è quello di natura economica, che nel caso specifico, riguardava le imbarcazioni da pesca, le cooperative di vendita, le fabbriche di olio di aringa. Il terzo, infine, è la rete di relazioni personali, fatta di amicizia, parentela, conoscenza che ciascuno degli abitanti in parte eredita e in parte si costruisce lentamente da solo. Questo network è un sistema flessibile e discrezionale, che fa perno sui diversi soggetti e i cui componenti non si conoscono tutti reciprocamente. Le relazioni che li legano stabiliscono una certa omogeneità tra di loro, ossia la creazione di una certa parità sociale, anche se ciascun componente può ripartire le persone che conosce in tre gruppi: quelli che considera del suo livello, quelli che gli sono superiori e quelli che gli sono inferiori. Dopo questo studio di Barnes, molti altri autori, tra cui Elizabeth Bott, hanno studiato il sistema di rete per comprendere i meccanismi di comportamento dell'individuo e per dare ragione delle dinamiche del cambiamento sociale. Sempre all'interno dell'antropologia sociale, altri studiosi si sono occupati dei contenuti dello scambio relazionale, ossia dell'uso strumentale delle reti di relazioni e dell'intermediazione, per ottenere vantaggi economici e politici o per gestire le situazioni di conflitto. Il primo ambito in cui è stato applicato lo strumento interpretativo della rete è stato quello della mobilitazione politica (Arno Mayer, 1966) seguito poi dalla valutazione delle attività professionali dell'intermediazione (brokeraggio) da parte di Jeremy Boissevan (1966). In queste circostanze si fa riferimento a una parte del sistema delle relazioni sociali che viene attivato per scopi strumentali in circostanze determinate e per un periodo determinato di tempo (action set). Esistono due modelli ben precisi di action set: quello di patronage, gestito da un soggetto che ha potere e risorse (l'uomo politico) nei confronti dei suoi sostenitori e quello di brokerage che implica un ruolo di intermediazione compiuto da un imprenditore innovativo tra soggetti che sono portatori di bisogni o di risorse e che desiderano raggiungere obiettivi.



 
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