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 Augusto, Caio Giulio Cesare Ottaviano

(63 a.C.-14 d.C.) fu il primo imperatore romano, dal 27 a.C. al 14 d.C. Adottato dallo zio Giulio Cesare, prese il suo nome. Dopo la morte di Cesare nel 43 a.C., divenne console e formò il secondo triumvirato insieme a Marco Antonio e Marco Emilio Lepido: Antonio prese il controllo di Gallia e Oriente, Ottaviano dell'Occidente e Lepido (il meno influente fra i tre) dell'Africa. Eliminato Lepido, Ottaviano e Antonio entrarono in contrasto: il conflitto si risolse nella decisiva battaglia di Azio (31 d.C.) con la sconfitta e la morte di Antonio. Ottaviano divenne così l'unico padrone di Roma: raccolse su di sé numerose cariche che prima erano suddivise tra diverse persone, e ricevette il titolo di Augusto, restando al potere ininterrottamente fino alla morte. Con lui nacque l'impero romano. Augusto nel suo lungo regno si impegnò a garantire ai romani, dopo tante lotte civili, la pace, ridusse il numero delle legioni e aiutò economicamente i soldati in congedo. Riorganizzò l'amministrazione della città di Roma e di tutto l'impero, riformando i corpi di polizia, il sistema di riscossione delle tasse e molti altri aspetti della vita sociale. Dal punto di vista religioso sottolineò l'origine divina del sovrano recuperando antiche cerimonie. Si impegnò per conservare gli antichi ideali, e in questo fu aiutato da grandi autori come Livio, Orazio e Virgilio. Avviò un importante programma di costruzioni architettoniche dando lavoro alla plebe di Roma. Non avendo figli maschi ed essendo morti i possibili successori al trono, nel 5 a.C. adottò il nipote Tiberio, che diventerà imperatore alla sua morte.