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Le culture preincaiche

L’enorme territorio che si estende oltre le Ande centrali dall’ Ecuador al Cile, conosciuto comunemente come Impero degli Inca e che gli indigeni chiamavano Tahuantisuyu, è stato abitato prima degli Incas da molte civiltà evolute, ognuna con le proprie caratteristiche sociali, religiose e artistiche. Solo a un primo sguardo superficiale le culture preincaiche possono sembrare piuttosto uniformi, ma a una piú attenta analisi rivelano una moltitudine di varianti a seconda della regione e del clima – altopiano, costa, sierra, deserto o foresta – dove esse si sono sviluppate. Nel XV secolo, tutte queste culture vengono assorbite, elaborate e tramandate con grande abilità dagli Inca e molte informazioni sulla religione e sulle strutture sociali di quelle popolazioni le dobbiamo proprio alle narrazioni inca, raccolte poi dai cronisti dopo la Conquista spagnola. Infatti, tutte le civiltà delle Ande, compresi gli Inca, non conoscevano la scrittura per cui le tradizioni sacre, i costumi e i miti furono tramandati oralmente. Ai documenti trascritti dai cronisti si sono aggiunti negli ultimi due secoli i numerosi ritrovamenti archeologici che hanno permesso di ricostruire la complessa storia delle popolazioni andine.

Le prime testimonianze di insediamenti stabili risalgono al Primo Periodo Formativo tra il II e il I millennio a.C., quando nascono le prime strutture sacre monumentali come per esempio la Piramide di Moxeke, alta 27 metri e costruita in adobe, cioè in mattoni d’argilla cotti al sole, sorta nella regione nord del Perú nella Valle di Casma. Uno dei centri di culto piú importanti è Chavín de Huantar, il luogo che ha dato il nome alla civiltà Chavín (850-200 a.C. circa) e che si trova a piú di 3.000 metri di altezza sulla Cordillera Blanca. Nelle decorazioni dei templi l’elemento predominante è costituito da figure antropomorfe dai caratteri felini che vediamo incise sulle colonne, sulle lastre parietali, sugli architravi e sulle stele. Osservando meglio i complicati intrecci delle linee scavate nella pietra, si riconoscono inoltre tratti di uccelli e di serpenti come appaiono su un gigantesco monolite a forma di coltello, detto “l’idolo del Lanzón”, posto nelle gallerie sotterranee dell’omonimo tempio, il quale rappresenta il Giaguaro Terrestre in contrapposizione al Giaguaro Celeste.

Il culto del dio felino era legato alle osservazioni astronomiche dei sacerdoti – la testa di giaguaro stilizzata del Lanzón è rivolta a oriente, al sorgere del sole – e trova la sua massima espressione nella Cultura di Chavín da dove si diffonde presso tutte le popolazioni del Perú. L’ossessione degli animali predatori muniti di zanne e artigli è presente anche sulla cosiddetta stele Raimondi (che raffigura un dio felino che regge due enormi bastoni finemente lavorati tra le mani) e sui rilievi dei templi di Cerro Sechín, piú antichi di quelli di Chavín, che raffigurano oltre al dio Giaguaro alcune scene crudeli di corpi straziati e di mostruosi esseri zoomorfi, per cui si crede che i culti di quella civiltà fossero dedicati a una divinità che reclamava il sacrificio umano. La popolazione conosceva le tecniche della metallurgia, della tessitura e della ceramica e aveva inventato un complesso sistema di irrigazione per l’agricoltura. Non a torto l’Orizzonte di Chavín viene considerato la cultura-madre delle Ande che è stata alla radice di tutte le civiltà future.



Lama precolombiano Urna preincaica Tessuto preincaico Ceramica preincaica Statuetta preincaica
 
Festa indios Inti Raimi Danza Qoyllur Rit'I Rilievo Chavin de Huantar Testa scolpita
 
Chavin de Huantar Lastra Chavin Cerro Sechin Otre con colibrì
 
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