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Ionia
A metà tra oriente e occidente:
un'autentica "terra di mezzo"
"Fu così che Sardi venne
incendiata
e servì più tardi di pretesto
ai Persiani per bruciare, per rappresaglia, i santuari dei
Greci"
Nella narrazione di Erodoto, la Ionia riveste un ruolo
strategico e politico di notevole rilevanza, poiché
fu la rivolta delle città ioniche contro i satrapi
persiani a dare l'avvio allo scontro tra Grecia e Persia.
Nelle parole dello storico, nato egli stesso in Ionia, è
presente una sfumatura di orgoglio: l'orgoglio di chi è
fiero della propria stirpe ed è consapevole dell'importanza
culturale e politica della propria terra. Nella geografia
antica il nome Ionia indicava una sottile striscia di territorio
lungo le coste occidentali dell'Asia Minore, abitata, assieme
alle isolette adiacenti, da popolazioni greche di stirpe
ionica. Secondo la tradizione, le città della Ionia
furono fondate da emigranti provenienti dall'Attica, guidati
da Neleo e Androclo, figli di Codro, ultimo leggendario
re d'Atene. I cronografi datavano questa "migrazione
Ionica" 140 anni dopo la Guerra di Troia, anche se
recenti scoperte rivelano che l'elemento greco sopraggiunse
in Ionia più tardi, in seguito alle spinte migratorie
causate dalla discesa dei Dori. Gli Ionici erano tribù
Indo-Europee di lingua greca giunte in Grecia all'inizio
del II millennio a.C. e i loro insediamenti in Asia minore
ebbero probabilmente luogo tra l'XI e il X sec. a.C.. Erodoto
sostiene che gli Ioni provenivano da differenti regioni
della Grecia e non solo dall'Attica, come voleva la leggenda:
lo dimostrerebbe l'esistenza di tradizioni locali molto
differenti in ciascuna città ionica. Egli sfata il
mito di "puri Ionii" a lungo vantato da queste
popolazioni e afferma, oltre a tutto, che i coloni si mescolarono
quasi subito con le popolazioni autoctone attraverso i matrimoni
misti.
continua
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