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Oriente
Gli splendori di Babilonia
"Si stende in una grande pianura,
è di forma quadrata e ogni lato misura 120 stadi,
per un perimetro totale di 480. Tale è l'estensione
dell'abitato di Babilonia, ed è costruita così
a regola d'arte come nessun altra città che io abbia
mai conosciuto
"
Babilonia e Susa, Persepoli e Sardi, Pasargade e Battra:
ancora oggi, a sentire questi nomi, ci vengono in mente
il lusso, l'ostentazione, le straordinarie costruzioni presenti
in queste città, simboli dell'Oriente più
lontano e affascinante. Su tutte svettava Babilonia , "la
porta di Dio" secondo la lingua e la tradizione persiana,
su cui Erodoto si sofferma non poco, quasi estasiato dalla
magnificenza dei templi e dal numero degli edifici costruiti.
Conquistata definitivamente da Dario nel 522 a.C., la città
divenne capitale della medesima satrapia, che copriva la
parte meridionale della pianura compresa tra Tigri ed Eufrate.
Fu lo stesso Dario a rendere Babilonia una vera e propria
città regale, trasformando i santuari e le ziggurat,
i tipici templi assiri, in autentiche potenze economiche,
con terre estese alle loro dipendenze, greggi cospicue,
laboratori artigianali e una numerosa manodopera composta
essenzialmente da schiavi e contadini subordinati all'autorità.
Ma quello che colpì Erodoto fu anche l'organizzazione
sociale e alcuni riti particolari, come quello del matrimonio,
che nella Babilonia arcaica garantiva a ciascuna ragazza,
indipendentemente dalla bellezza o dalle virtù, di
sposarsi e fare figli. Ogni ragazza veniva infatti proposta
ai futuri mariti, dalla più bella alla più
brutta, in una sorta di asta, in modo da soddisfare le esigenze
di tutti. Un metodo accurato ed infallibile, che col passare
del tempo venne meno ma che lo stesso Erodoto riuscì
a farsi raccontare da alcuni saggi del tempio.
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