|
Mardonio
"O signore non affliggerti
, poiché non
è la lotta delle navi quella che per noi porta alla
decisione estrema, ma la lotta degli uomini e dei cavalli
attacchiamo
senza indugio il Peloponneso,
non fare che i Persiani
divengano oggetto di scherno per i Greci
". Sono
parole piene di orgoglio, dignità e senso dell'onore:
a pronunciarle è Mardonio il generale supremo di
Dario e di Serse, protagonista delle battaglie più
importanti combattute nel corso dello scontro tra greci
e persiani. Egli con estrema forza d'animo convince Serse,
afflitto dopo la sconfitta di Salamina, a riprendere le
ostilità. E' una figura eroica e tutta di un pezzo,
positiva anche se "schierata" dalla parte avversaria.
Infatti egli è portavoce di un codice d'onore che
non conosce distinzioni etniche o culturali: rappresenta
il coraggio del guerriero, del capo esercito, che sa render
conto anche dei propri sbagli.
Mardonio è a tutti gli effetti un condottiero che
tutti gli eserciti vorrebbero avere: miltarmente capace,
dotato di grandi qualità d'animo, è colui
che anche nei momenti più critici riesce a mantenere
la calma e a
scegliere sempre le soluzioni migliori. Così sarà
dopo la tragica circumnavigazione del promontorio del monte
Athos, in cui l'armata persiana venne decimata da una tempesta
improvvisa durante la prima spedizione in Grecia; così
sarà dopo la disfatta di Serse, un momento drammatico
in cui Mardonio stesso non rinuncia a consolare il re con
parole splendide; e così sarà anche per l'ultima,
inutile ambasciata in terra greca, dove verrà respinto
con parole di scherno da Alessandro il Macedone. Ma Erodoto
spende solo parole positive per questo grandissimo satrapo
dei re persiani, un "barbaro" che ha però
dato dimostrazione di grandi capacità militari e
di una straordinaria personalità, anche nei momenti
in cui tutto sembra davvero perduto.
|