> Canale storia
TORNA ALLA HOME PAGE
I pericoli della guerra biologica
La Convenzione sulle armi biologiche del 1972
I primi esperimenti: l'isola di Gruinard
La vicenda dell'unità giapponese 731

La Guerra di Corea: gli attacchi biologici

Il bioterrorismo
L'allarme antrace dopo l'11 settembre
I depositi sovietici di armi biologiche
I più pericolosi: vaiolo, antrace, botulino
Il microchip che salva la vita


Home Page
Bibliografia
Credits
armamenti trasporti medicina chimica biologia comunicazioni


I pericoli della guerra biologica

Esperimenti in ambiente sterile su composti biologici.

Nel 1946 il rapporto Merck, documento ufficiale del servizio americano, forniva come definizione di guerra biologica "l'uso di batteri, funghi, virus, rickettsie e sostanze tossiche derivate da organismi viventi per provocare la morte o malattie negli uomini, negli animali o nelle piante. Può essere diretta contro forze militari, popolazione civile, bestiame o raccolti [...] gli agenti patogeni possono essere resistenti o deboli, diffondersi rapidamente dagli individui malati a quelli sani o appartenere a ceppi che non provocano malattie infettive".

Possiamo distinguere tra quattro gruppi di aggressivi utilizzati per questi scopi:
microrganismi (batteri, virus, rickettsie, funghi e protozoi);
tossine microbiche, animali o vegetali (sostanze velenose derivate da organismi viventi);
vettori (agenti che trasmettono le malattie come insetti, uccelli, altri animali);
parassiti (di animali e piante).

Lo spettro della guerra batteriologica risveglia incubi di un passato lontano, già nel Medioevo vengono usati cadaveri infetti per contaminare le cisterne d'acqua; nota è anche la vicenda dei tartari che durante l'assedio della città di Caffa in Crimea, dove i genovesi avevano costruito una base commerciale, catapultano all' interno corpi infetti da peste bubbonica; le galee genovesi poi diffondono la terribile "morte nera" in Europa scatenando nel 1346-47 l'epidemia che arriva a falcidiare 25 milioni di persone. Durante la guerra dei Sette anni gli inglesi di Sir Jeffrey Amherst, governatore della "Nova Scotia", donano agli indiani d'America coperte infettate di vaiolo.

Nonostante la volontà di annientare il nemico attraverso la diffusione di determinate malattie sia quindi cosa vecchia, è solo nel Novecento che le rivoluzioni in campo batteriologico, operate dalle scoperte di Koch e Pasteur, dimostrano che si può controllare l'insorgenza delle malattie e usarle come metodi di guerra. I giapponesi affrontano per primi questo argomento in modo scientifico creando, alla fine della Prima guerra mondiale, un'apposita sezione dell'esercito specializzata nella guerra biologica; sulla loro scia tutte le grandi nazioni organizzeranno costosi laboratori per studiare a scopo di difesa-offesa i più pericolosi agenti biologici.

Vai alla pagina successiva

 
Argomenti correlati
 

Le armi chimiche

Lo scandalo dell'uranio impoverito

Lo sviluppo della medicina nel secolo dei conflitti e delle scoperte



In Sapere.it
 

Atlante Storico

Enciclopedia della Storia

Enciclopedia della Medicina

Enciclopedia delle Scienze

Studia Facile:

-Storia

-Biologia

-Chimica



E ancora
 

Batterio

Rickettsia

Virus

Tossina

Robert Koch

Louis Pasteur