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Il volo e la guerra
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D'Annunzio
sull'aereo che lo porterà a Vienna
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"In aeroplano, seduto sul cilindro della benzina,
scaldato il ventre dalla testa dell'aviatore, io sentii
l'inanità ridicola della vecchia sintassi ereditata
da Omero. Bisogno furioso di liberare le parole, traendole
fuori dalla prigione del periodo latino! Questo ha naturalmente,
come ogni imbecille, una testa previdente, un ventre, due
gambe e due piedi piatti, ma non avrà mai due ali.
Appena il necessario per camminare, per correre un momento
e fermarsi quasi subito sbuffando!" (Manifesto tecnico
della letteratura Futurista, 11 maggio 1912).
L'invenzione dell'aeroplano è stata senza dubbio
una delle più importanti e spettacolari del XX secolo:
ha rivoluzionato il modo di pensare l'arte, la letteratura,
ha fornito un nuovo punto di osservazione. Oggetto celebrato
e osannato dai Futuristi, è stato strumento che ha
permesso all'uomo l'ebbrezza della velocità, dell'osservazione
dall'alto, ha rivoluzionato il concetto di spazio e di tempo
nel viaggio e negli spostamenti. Uno strumento che è
stato utilizzato anche per comunicare, accorciando, in modo
impensabile fino ad allora, le distanze da una parte all'altra
del mondo.
Come tutte le invenzioni che nascono in ambito civile -
lo sviluppo dell'industria automobilistica è fondamentale
per spiegare lo sviluppo dell'aeroplano - ebbe la fortuna
anche come strumento di guerra: proprio durante la Prima
guerra mondiale vi fu un'accelerazione nell'affinare tecniche
e materiali legati a questo nuovo mezzo. Da quel momento
in avanti l'aeroplano diventa un mezzo conosciuto ai più
anche nei suoi impieghi più devastanti: la sensazione
di minaccia che proviene dall'alto è la conseguenza
di questa grande invenzione dei primi del Novecento.
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