> Canale storia
TORNA ALLA HOME PAGE
Il Volo e la Guerra
Dalle prime operazioni belliche alle guerre balcaniche (1912-1913)
L'Italia verso la Prima guerra mondiale
L'industria areonautica in Italia
Un pioniere dell'industria aeronautica: Gianni Caproni
L'Austria-Ungheria verso la Prima guerra mondiale

I bombardamenti aerei sulle città italiane
Le forze contrapposte
La difesa antiaerea: la difesa attiva
La difesa antiaerea: la difesa passiva
I bombardamenti più gravi
La Seconda guerra mondiale e l'innovazione tecnologica
La propulsione a reazione (1930-1945)
Lo sviluppo dell'avionica alla fine degli anni Settanta
L'avionica in tempo di pace


Home Page
Bibliografia
Credits
armamenti trasporti medicina chimica biologia comunicazioni
 
L'industria areonautica in Italia

Aereo Farman 303

Al momento dell'entrata in guerra l'aeronautica italiana era in uno stato di impreparazione. Accanto a un motivo prettamente economico - la limitazione delle somme stanziate in bilancio - c'era un motivo di tipo strutturale: l'industria italiana nel primo decennio del ventesimo secolo - e quella bellica in particolare -, che aveva oltretutto nello Stato italiano il principale cliente, dipendeva dall'estero non solo per i progetti ma anche per le forniture di tutte le materie prime e dei semilavorati.

Per questo motivo venne presentato, nel giugno del 1912, un disegno di legge alla Camera dei deputati per promuovere l'industria aeronautica nazionale. Nell'ottobre dello stesso anno fu pubblicato un bando per la fornitura di aeroplani militari da affidarsi all'industria privata contenente tra l'altro le "Richieste all'industria nazionale di fornire ventotto aeroplani tipo Bristol 80 hp". Il concorso non ebbe successo: tutti i velivoli dovevano essere consegnati entro il 1° aprile 1913, ma nessuna delle industrie che parteciparono riuscì a far la consegna in tempo e, tra le varie industrie che si stavano convertendo verso questo tipo di prodotto, solo la Caproni appariva in grado di progettare autonomamente velivoli.

Anche se il concorso si concluse con un nulla di fatto, fornì l'occasione per il definitivo ingresso nel mercato aeronautico di alcune ditte che caratterizzeranno la produzione aviatoria durante la guerra mondiale, ad esempio la Fiat. Tuttavia questo settore dell'industria italiana iniziava il suo cammino in condizioni di generale impreparazione: era opinione diffusa, da parte degli imprenditori, che la costruzione di apparecchi per l'aviazione fosse cosa facile e largamente remunerativa. L'industria aeronautica italiana almeno all'inizio dimostrò improvvisazione e scarso rendimento, tanto che furono necessari interventi Stato. Un esempio è ciò che avvenne per la Caproni.

Vai alla pagina successiva

 
Argomenti correlati
 

Lo sviluppo tecnologico delle marine europee: le corazzate

La difesa delle truppe: migliora la medicina preventiva



In Sapere.it
 

Atlante Storico

Enciclopedia della Storia

Enciclopedia della Medicina

Enciclopedia delle Scienze

Studia Facile:

-Storia

-Biologia

-Chimica



E ancora
 

Prima guerra mondiale

Industria

Aeronautica

Gianni Caproni