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L'Austria-Ungheria verso la Prima guerra mondiale

Marconi e il telegrafo

L'interesse per lo sviluppo dell'aeronautica in Austria-Ungheria si sviluppa tra il 1907 e il 1910. Gli aerei erano visti come "palloni mobili". Il generale Franz Conrad von Hštzendorf, capo di Stato maggiore imperiale dal 1906 al 1917, era interessato allo sviluppo tecnologico di tutte le armi e in particolare degli aerei. Nelle sue memorie rivendicò, a ragione, la paternità del programma pionieristico di sviluppo dell'aeronautica. Un gruppo di ufficiali interessati si era costituito fin dal 1907, anche se il primo aereo donato all'esercito e il primo aeroporto erano il risultato di sottoscrizioni civili. Tuttavia l'atteggiamento complessivo degli ambienti politici e militari era assai freddo nei confronti dello sviluppo tecnologico in generale e degli aerei in particolare. Uno dei motivi era quello legato all'incertezza delle valutazioni di costi e benefici che si potevano ottenere dalla nuova arma. Questa mancanza di fiducia e il conseguente mancato investimento spiegano come mai Vienna si trovò alla lunga in difficoltà e dovette comunque dipendere fin dall'inizio del conflitto dall'alleato tedesco. Ciò nonostante, per volontà del capo di Stato maggiore, è nel periodo tra il 1911 e il 1916 che prende avvio lo sviluppo dell'aviazione secondo un programma che prevedeva l'organizzazione di almeno 15 compagnie (squadriglie) di velivoli entro il 1914.

Al momento dell'entrata in guerra l'aviazione austro-ungarica dovette fronteggiare quella russa, che disponeva nell'agosto del 1914 di 224 aerei e 14 dirigibili, per quanto la loro efficienza fosse in progressiva diminuzione a causa della mancanza di riserve e parti di ricambio. Gli austro-ungarici inviarono nove delle loro 13 Flik (Fliegerkompagnie, cioè le squadriglie austriache) sul fronte russo e altre due sul fronte serbo. Sul fronte italiano poterono schierare 13 Flik e tre Feldballonabteilungen (reparto di palloni aerostatici). Oltre ad un maggior spiegamento di forze rispetto agli italiani gli austro-ungarici potevano contare su una tecnologia più avanzata nell'ambito delle comunicazioni: nell'autunno del 1914 sperimentarono nella Flik Uno le comunicazioni via radio, mentre da parte italiana si impiegavano per comunicare fumate di talco, petardi e lampade Donath.

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