Bansky

Artista e writer (Bristol, Inghilterra 1974). È considerato uno dei massimi esponenti della street art, ad oggi, la sua vera identità rimane sconosciuta. Secondo alcuni studi sarebbe l’artista Robert Gunnigham, o il musicista Robert del Naja dei Massive Attack, o un collettivo di sei artisti o una non identificata donna. Le sue opere, spesso a sfondo satirico, riguardano l’etica, la cultura e la politica, e sono apparse su muri, ponti e strade di tutto il mondo. L’arte di Bansky ha un taglio ironico e satirico e tratta tematiche quali i paradossi della società, l’omologazione, la manipolazione mediatica, le atrocità della guerra, l’inquinamento, la repressione poliziesca. Per trasmettere il messaggio Bansky ricorre a diverse tipologie di soggetti (scimmie, topi, bambini, poliziotti ecc.). Usando abilmente i codici della comunicazione di massa, egli traspone questi temi in opere piacevoli e brillanti in grado di sensibilizzare il pubblico in modo diretto e facilmente comprensibile anche attraverso la presenza di elementi di dissonanza rispetto alla linearità delle figure. La tecnica utilizzata per la realizzazione dei suoi murales è quella dello stencil (di cui è uno dei principali interpreti contemporanei). Bansky sceglie questa tipologia di realizzazione poiché, essendo lento nella realizzazione di murales, è quella che gli consente una maggiore rapidità volta a scongiurare gli interventi delle forze dell’ordine. Lo stencil si avvale di una maschera in negativo dell’immagine che si vuole raffigurare realizzata su supporto rigido; il writer deve soltanto appoggiarla sulla superfice muraria e spruzzare il colore negli spazi vuoti. Tra le sue opere più significative: i murales realizzati sul muro che separa Israele e la Cisgiordania, le incursioni in numerosi musei nel mondo, e, in Italia, a Venezia in occasione della 58ª Biennale Internazionale d’Arte nel 2019.

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