Bertinòro

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comune in provincia di Forlì-Cesena (14 km da Forlì), 254 m s.m., 56,89 km², 9307 ab. (bertinoresi), patrono: santa Caterina (25 novembre).

Centro sulle pendici settentrionali del monte Maggio. Castrum Bretenoni nel sec. XI, appartenne per investitura degli arcivescovi di Ravenna al conte Ugo. Nel 1174 la contessa Aldruda Frangipane condusse gli abitanti di Bertinoro alla liberazione di Ancona, assediata dall'arcivescovo di Magonza. Conteso da Rimini, Forlì e Cesena, nel 1318 fu assegnato da papa Giovanni XXII ad Amerigo da Castel Lucio, conte di Romagna; passò poi agli Ordelaffi e quindi (1360) al cardinale Albornoz, che vi trasferì la sede vescovile e la elevò a città. Feudo di Roberto Malatesta dal 1449 al 1469, passò a Cesare Borgia per donazione paterna e quindi a Giulio II. Fu poi sotto la signoria dei Rangoni e degli Zampeschi e tornò nel 1558 alla Chiesa.§ È un tipico esempio di cittadella medievale raccolta intorno alla rocca dei sec. X-XI, ma rimaneggiata; conserva il trecentesco Palazzo Comunale degli Ordelaffi, numerose ville patrizie e, in località Polenta, la pieve di San Donato. La cattedrale, rifacimento del sec. XVI, conserva una pala di F. Longhi. Scarsi i resti del castello di Polenta, sorto tra il 958 e il 1047.§ L'economia è caratterizzata dalle colture vinicole (uva da tavola e da vino, tra cui l'albana DOCG), affiancate da frutta e ortaggi. L'industria opera nei settori alimentare, dolciario, della costruzione di macchine agricole, della lavorazione delle materie plastiche e dei metalli. Nei pressi, a Fratta Terme, si è sviluppata una stazione termale ben fornita di strutture ricettive e ricreative.

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