Bianchi, Enzo

Monaco e saggista italiano (Castel Boglione, 1943). Diplomato in ragioneria, si iscrive alla facoltà di Economia dove con alcuni amici si fa animatore di un gruppo biblico di riscoperta di una vita cristiana radicale fondata sul Vangelo e ispirato alle deliberazioni del Concilio Vaticano II. Molto attivo nella FUCI, in quegli stessi anni nasce in lui il desiderio della vita monastica. Conclusi gli studi, si ritira in solitudine in una cascina ristrutturata a Bose (Biella) a partire dall’8 dicembre 1965 (giorno di chiusura del Concilio). Rimane in completa solitudine per i primi tre anni, in seguito viene raggiunto dai primi fratelli e sorelle, cattolici e protestanti, che con lui scelgono di vivere in comune nel celibato dedicandosi a preghiera e lavoro. Nasce così la Comunità di Bose che, sulla base del diritto canonico, si configura come una privata associazione di fedeli. Consolidata l’esperienza comunitaria, negli anni successivi Bianchi si dedica alla predicazione nelle chiese locali di diversa confessione cristiana. Più volte sollecitato a ricevere l’ordinamento sacerdotale, ha sempre dichiarato di volere rimanere laico come lo sono i monaci. Ha scritto su tematiche religiose e di attualità per numerosi giornali italiani e stranieri (quali Avvenire, La Stampa, Repubblica, Famiglia Cristiana, L’Osservatore Romano). Per 15 anni, fino al 2015 dirige la rivista Parola, Spirito e Vita. Nel 2004 fa parte della delegazione inviata da Giovanni Paolo II a Mosca per restituire l’icona della Madre di Dio di Kazan. Nel 2008 e 2012 su invito di Benedetto XVI partecipa al Sinodo dei Vescovi dedicato alla Parola di Dio e alla nuova evangelizzazione. Nel 2014 papa Francesco lo nomina consultore del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani. Nello stesso anno due visitatori apostolici hanno svolto ispezioni nelle filiali della Comunità di Bose (Bose, Ostuni, San Messeo, Cellole, Civitella San Paolo) consegnando i risultati alle autorità vaticane e ai vescovi delle rispettive diocesi. Nel 2016 Bianchi annuncia le dimissioni da priore e nel gennaio successivo viene eletto come suo successore Luciano Manicardi. Nel maggio 2020 si diffonde la notizia che a seguito dell'ispezione, sarebbero emerse serie problematiche riguardanti l’esercizio dell’autorità del Fondatore, la gestione del governo e il clima fraterno. Pertanto, la Santa Sede ha deliberato - con decreto non appellabile del Segretario di Stato vaticano, cardinale Pietro Parolin, e approvato «in forma specifica dal Papa» - l’allontanamento temporaneo da Bose di Bianchi e altri tre membri dalla comunità.
Tra le sue numerose opere, ricordiamo: Da forestiero. Nella compagnia degli uomini, Casale Monferrato, 1995; Il pane di ieri, Torino, 2008; Nuovi stili di evangelizzazione, Cinisello Balsamo, 2012; Spezzare il pane. Gesù a tavola e la sapienza del vivere, Torino, 2015; La vita e i giorni. Sulla vecchiaia, Bologna, 2018; L'arte di scegliere. Il discernimento, Cinisello Balsamo, 2018.

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