Cotignòla

Indice

comune in provincia di Ravenna (25 km), 19 m s.m., 34,95 km², 6875 ab. (cotignolesi), patrono: santo Stefano (26 dicembre).

Centro nella pianura alla sinistra del torrente Senio. Fondato forse nel 1246, fu concesso (1377) da papa Gregorio XI a John Hawckwood (Giovanni Acuto), che lo vendette (1381) agli Estensi che a loro volta lo rivendettero (1394) ai da Polenta di Ravenna. Attorno al 1407 Gregorio XII cedette il paese, nel frattempo tornato alla Chiesa, a Muzio Attendolo Sforza, la cui discendenza conservò la signoria per quasi un secolo, facendone la capitale di un vasto principato. Dopo una breve dominazione di Venezia, che lo strappò agli Sforza nel 1499, nel 1513 tornò di nuovo agli Estensi e, all'estinzione del casato, allo Stato Pontificio (1598) con tutto il ducato. § Subì gravissime distruzioni nella seconda guerra mondiale e quasi tutti i monumenti furono riedificati e restaurati fedelmente in seguito: la torre di Giovanni Acuto (1376), la chiesa di San Francesco, tardoromanica, con la cappella degli Sforza affrescata dagli Zaganelli, e il palazzo Sforzesco con lo stemma della famiglia e le colonne rimasti integri. § L'agricoltura è specializzata nella coltivazione di frutta, affiancata da cereali e uva; l'industria è presente nei settori metalmeccanico, delle conserve alimentari, della gomma, dei detergenti, delle tecnologie ambientali e delle materie plastiche; operano alcuni impianti per l'estrazione del metano.

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