Fiumi, Lionèllo

poeta e critico italiano (Rovereto 1894-Verona 1973). Appartenne, con C. Govoni e altri, al gruppo dei cosiddetti “poeti di Verona e di Ferrara”, che a una vena intimista e crepuscolare unirono le suggestioni del futurismo. Nel 1913 Fiumi fondò un movimento, l'avanguardismo, equidistante dal tradizionalismo e dal futurismo, e ne applicò i principi nella raccolta Polline (1914); ma nelle raccolte successive (Mussole, 1920; Tutto cuore, 1925; Sopravvivenze, 1931; Stagione colma, 1943; Sul cuore, l'ombra, 1953) si rivelò poeta impressionista e visivo, con suggestioni leopardiane. Della sua attività di critico si ricordano i saggi: Corrado Govoni (1919), Parnaso amico (1942).

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