Gibson, William (scrittore)
scrittore statunitense di fantascienza (Conway, Carolina del Sud, 1948). È l'esponente più rappresentativo di quella moderna tendenza della letteratura fantascientifica nota con il nome di cyberpunk, imperniata sul rapporto sempre più ambiguo instauratosi tra esseri umani e computer. Il cyborg, l'organismo cibernetico, è un ibrido fra essere umano e macchina. Nei romanzi di Gibson, popolati da ogni sorta di avventurieri e criminali, si respira l'opprimente atmosfera resa celebre dal film Blade Runner (1982) di Ridley Scott. Uomini, cyborgs e alieni si confondono dando vita a una macabra danza i cui protagonisti paiono mossi da un'intelligenza misteriosa e in qualche modo ostile. L'essere umano, elemento debole della triade, è destinato a pagare il prezzo più alto, senza peraltro garantirsi il diritto alla sopravvivenza. Fra le opere di Gibson, l'antologia di racconti Burning Chrome (1986; La notte che bruciammo Chrome), l'antologia Parco giochi con pena di morte (2001) e i romanzi Neuromance (1984; Neuromante), in cui compare per la prima volta il termine cyberspace, Count Zero (1986; Giù nel ciberspazio), Mona Lisa Overdrive (1988; Monnalisa Cyberpunk), che insieme costituiscono la trilogia dello Sprawl, La macchina della realtà (1990), la trilogia del ponte formata da Virtual light (1993; La luce virtuale), Idoru (1996; Aidoru), e American Acropolics (2000), il Ciclo di Bigent costituito dai romanzi L'accademia dei sogni (2004), Spooky Country (2008; Guerreros) e Zero History (2012). Del 2014 è il romanzo Inverso, e del 2020 Agency. Tra le opere meno note di Gibson ricordiamo i racconti Doing Television (1990), Cyber-Claus (1991), Academy Leader (1991), Where the Holograms Go (1997), Thirteen Wiews of a Cardboard City (1997), Dougal Discarnate (2010). Nel 2017 ha scritto insieme a Micheal St. John Smith la Graphic Novel Arcangelo.