Jiangsu

provincia (100.000 km²; 71.820.000 ab. nel 1999; capoluogo Nanjing) della Cina, nella Regione dell'Est, affacciata a E al Mar Giallo. È in prevalenza pianeggiante e attraversata dal corso terminale del fiume Yangtze e dal Canale Imperiale; fra i laghi i principali sono l'Hongzehu, il Tai e il Kaoyu. Principali risorse economiche sono l'agricoltura (riso, cotone, frutta), l'allevamento avicolo e del baco da seta e l'industria tessile e alimentare. Le città più importanti, oltre al capoluogo, sono Süchow (Soochow), Sinhailien (Hsin-hai-lien), Paoying, Kaoyu, Taichow (T'ai-chou), Wuhsi e Nantong. Anche Kiang-Sou. § Il Jiangsu, costituito in provincia nel 1668 dopo l'abbattimento della dinastia mancese, al cui potere si sostituì ben presto il dominio dei militaristi, a partire dal 1919 divenne una delle zone più decisive per la crescita del movimento operaio. Dopo la svolta controrivoluzionaria del Kuomintang, fu il principale centro di potere delle cosiddette “4 famiglie” e Nanchino fu eletta a sede del governo di Chiang Kai-shek. Nell'autunno 1937-primavera 1938 il Jiangsu fu occupato dalle truppe giapponesi e nel marzo 1940 venne costituito a Nanchino il governo fantoccio di Wang Ching-wei. Ciò non impedì il costituirsi di tre zone liberate da cui prese l'avvio la definitiva liberazione di tutta la provincia.

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