Medicane

Parola composta dai termini Mediterranean e Hurricane, coniata nel 1989 dai meteorologi americani Steven Businger e Richard Reed per definire un ciclone extratropicale mediterraneo. Così come il ciclone di origine tropicale, il Medicane ha una struttura fatta di nubi a spirale - del diametro massimo di 200-400 km, contro gli 800 km e più di quello tropicale - e un occhio centrale ben evidente. Come il ciclone tropicale è originato da un eccessivo accumulo di energia termica sul mare, che viene trasformata in energia cinetica attraverso un intenso moto vorticoso dell'aria. Di fatto è un sistema di bassa pressione caratterizzato da un nucleo caldo in cui ruotano venti superiori a 100 km/h e piogge torrenziali. Dagli anni Novanta del XX secolo al 2021 - quando alla fine di ottobre il Medicane "Apollo" ha flagellato con particolare violenza la costa orientale della Sicilia - sono stati circa venti gli episodi di cicloni in tutto il bacino del Mediterraneo. I più recenti sono stati “Ianos”, nel settembre 2020 lungo le coste ioniche della Grecia, “Detlef” nel novembre 2019 tra le Baleari e l’Algeria, “Zorbas” tra il golfo della Sirte e la Grecia nel settembre 2018, e “Numa” nell’area ionica tra l’estremità meridionale della Puglia e la Grecia nel novembre 2017.

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