Miseràbili, I-

(Les Misérables), romanzo di V. Hugo, pubblicato nel 1862. Divisa in cinque parti, l'opera ha l'andamento dell'epopea: tende a rivalutare le sofferenze e le fatiche del popolo, ma insieme mostra la grandezza della nazione francese, simbolo dell'Umanità. Un popolano, Jean Valjean, è arrestato per aver rubato del pane e, per tentativi di evasione, è trattenuto in prigione per vent'anni. Finalmente evaso, s'imbatte in monsignor Myriel, purissima anima di cristiano, che dichiara di aver donato egli stesso due candelabri a Valejan, il quale in realtà glieli aveva rubati. L'uomo si redime e la sua vita, nel racconto, si imbatte in quella di Fantine, sedotta da uno studente e diventata prostituta per nutrire la figlia Cosette. Tolta ai malvagi Thénardier, a cui era stata data da bambina, Cosette è allevata da Jean Valjean (sempre ricercato dall'implacabile poliziotto Javert) e quindi amata da Mario, che, figlio di un generale dell'Impero, favorisce la causa del popolo. Il romanzo intreccia le vicende dei personaggi con la storia del popolo di Parigi: si rievocano la battaglia di Waterloo e l'insurrezione parigina del 1832 (con la famosa figura del monello Gavroche). Il bene trionfa contro il male per l'Umanità e per il Progresso. § Più volte ridotta per il cinema, pur senza mai raggiungere livelli altissimi, l'opera ha avuto eccellenti interpreti come J. Gabin, F. March e G. Cervi.

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