Moḥammad Moṣaddeq

uomo politico iraniano (Teheran 1881-1967). Deputato dal 1915, più volte ministro, si oppose all'autoritarismo di Reẓā Pahlavī e fu perciò esiliato e poi tenuto in residenza vigilata fino alla salita al potere di Moḥammad Reẓā Pahlavī. Deputato nel 1943, divenne figura internazionale dopo la seconda guerra mondiale. Nel 1949 fondò il partito del Fronte Nazionale e, dal 1951 al 1953, guidò tre ministeri: il compito fondamentale che dovette affrontare fu quello di condurre in porto la nazionalizzazione delle concessioni petrolifere dell'Anglo-Iranian Oil Co. La sua azione, pur attraverso gravi difficoltà diplomatiche, non fu priva di successi sul piano internazionale, ma sul piano interno le sue riforme (agraria e del sistema fiscale) urtarono contro l'ostilità della corte e degli ambienti conservatori. Nell'agosto del 1953, dopo inutili tentativi di sostituirlo, fu arrestato dall'esercito guidato dal generale Zāhedī, processato e condannato a tre anni di carcere. Fu poi sottoposto agli arresti domiciliari per vanificare l'influsso politico che avrebbe potuto esercitare sui nazionalisti.

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