Pandino

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comune in provincia di Cremona (52 km), 85 m s.m., 22,24 km², 7802 ab. (pandinesi), patrono: santa Margherita (terza domenica di ottobre).

Centro situato nella pianura tra i fiumi Adda e Serio. Sorto dopo il Mille, nel sec. XIV appartenne a Regina Della Scala, moglie di Bernabò Visconti, che vi eresse un castello. Feudo di diverse famiglie, nel 1469 fu di Ludovico il Moro, nel 1479 dei Sanseverino, nel sec. XVI di Francesco Duarte e infine della famiglia D'Adda. § La Rocca, iniziata forse nel 1379 per volere di Regina Della Scala, è uno degli esempi meglio conservati di architettura castellana in Lombardia: in laterizio, a pianta quadrata con fossato, ha quattro massicce torri angolari, due sporgenti rivellini d'ingresso di epoca sforzesca, ponte e passerella levatoi, bifore in cotto e merlature a coda di rondine; all'interno si apre un portico ad archi acuti con un elegante loggiato decorato da affreschi di Stefano da Pandino, che testimoniano la duplice funzione di edificio fortificato e residenziale. La neoclassica chiesa di Santa Margherita contiene dipinti di Andrea Mainardi, mentre la chiesa di Santa Marta, forse in origine cappella di corte, conserva l'elegante struttura quattrocentesca. Nei dintorni sono le cascine Gandini, tipico complesso rurale del Cremasco costituito da abitazioni e rustici, con portico e loggiati. § L'economia è in parte agricola (cereali, ortaggi e foraggi per l'allevamento di bovini e suini), ma sono soprattutto sviluppate le attività industriali nei settori alimentare (caseifici, salumifici e lavorazione di carni), tessile (filati, maglierie), metalmeccanico (macchine utensili e tubi), medicale, elettrotecnico, degli imballaggi e della lavorazione di pelli, legno e materie plastiche.

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