Rossen, Robert

regista cinematografico statunitense (New York 1908-1966). Proveniente dal teatro, dove nel 1935 mise in scena anche un proprio lavoro, e dalla sceneggiatura dove per un decennio (1937-46) si distinse nella scelta sociale (Vendetta, sul linciaggio; Le cinque schiave, sul gangsterismo e la prostituzione; Lo strano amore di Marta Ivers, sulla corruzione; Salerno ora X, sulla guerra; ecc.), esordì nel 1947 con A sangue freddo e col notevole Anima e corpo, scritto da A. Polonsky e interpretato da J. Garfield, come lui impegnati a sinistra. Vinse diversi Oscar col violento film politico Tutti gli uomini del re (1949) e terminò Fiesta d'amore e di sangue (1951), vigorosa condanna delle corride, prima di essere costretto all'esilio dal maccartismo. Dopo una prova scadente in Italia (Mambo, 1954) e una soltanto spettacolare ma dignitosa in Spagna (Alessandro il Grande, 1956), tardò a ritrovare se stesso in patria (L'isola nel sole, 1957; Cordura, 1959), ma parve in grado di riaprirsi un futuro con Lo spaccone (1961) e col penetrante anche se discusso Lilith (1964).

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