Zìngari

[dal greco Athìnganoi, che indicava gli esponenti di una setta eretica perseguitata]. Termine con accezione dispregiativa con la quale vengono impropriamente designati i popoli nomadi provenienti dall'India e poi spostatisi verso l'Europa intorno alla fine del I millennio, in seguito all'espansione dell'Islam fino al Punjab, zona d'origine dell'emigrazione. Il mondo romanesh, dal nome della loro lingua, appartenente alla famiglia delle lingue indo-europee (secondo alcuni linguisti derivante dalle parlate della Persia e dell'Indostan), è costituito essenzialmente da cinque gruppi principali: Sinti, Rom (Tzigani nei Paesi danubiani), Kalé (Gitanos in Spagna), Manouche (Bohémiens in Francia) e Romnichals (Gipsies in Inghilterra). In Italia sono presenti solo i primi due gruppi: i Sinti, originari del Rajastan (nord dell'India), e i Rom, originari dell'India nordoccidentale: in tutto circa 130.000 di cui la maggioranza è di cittadinanza italiana e i rimanenti provengono dalla ex Jugoslavia. Di questi un buon numero arrivò in Italia a seguito della seconda guerra mondiale, dalla Croazia di lingua italiana; la maggior parte in seguito al terremoto che devastò la Macedonia fra la fine degli anni '60 e '70 dove numerosi zingari erano sedentarizzati. Gli ultimi sono arrivati a partire dal 1987 e soprattutto durante la guerra nella ex Jugoslavia, dal Montenegro (Daxikhané), dalla Bosnia e dal Kosovo (Karakhané). Tra i gruppi zingari di cittadinanza italiana, i Sinti rappresentano il nucleo maggiore: sono i giostrai, quelli dello spettacolo ambulante, dei piccoli e dei grandi circhi, acrobati, giocolieri e musicanti ma anche allevatori di cavalli. Le prime testimonianze della loro presenza in Europa risalgono alla fine del XIV sec., mentre in Italia arrivarono solo più tardi, intorno al 1420, partendo dalla Romania, dalla Russia, dall'Ungheria e soprattutto dalle regioni della Penisola Balcanica, in seguito all'abolizione della servitù della gleba nel mondo slavo. Divisi in un'infinità di gruppi e sottogruppi aventi ciascuno proprie tradizioni, dialetti ed etnonimi, gli zingari sono un'entità culturale transnazionale che è sempre stata guardata con ostilità dai Paesi ospitanti, ostilità che si trasformò già dalla metà del XV sec. in editti e decreti che andavano dall'espulsione all'assimilazione forzata allo stile di vita dei sedentari, portandoli così a sviluppare sempre di più uno spiccato senso di individualismo e di autoprotezione nei confronti dello "straniero" (gaggiò), spesso anche all'interno delle loro stesse comunità. In particolare i principati rumeni proibivano l'uscita dai territori degli zingari che già dalla metà del XIV sec. erano stati ridotti in schiavitù. Rimasero schiavi fino alla metà del XIX sec. e solo in seguito si diede inizio a una nuova ondata di migrazioni, storia che ha senza dubbio condizionato profondamente lo stile di vita degli zingari. Di fatto lo sterminio di maggiori proporzioni fu quello perpetrato contro gli zingari dai nazisti: ne furono uccisi 500.000 nei campi di concentramento ma ai superstiti non fu dato ascolto durante il processo di Norimberga e non fu riconosciuto loro il diritto ad alcun risarcimento per quanto subito. Il popolo zingaro ha acquisito l'identità di popolo per l'ONU nel 1979. Passati progressivamente da un sistema di vita prevalentemente nomade a uno seminomade, fino all'adozione di un sistema di vita sedentario che ingloba la quasi totalità delle famiglie insediate nelle regioni dell'Italia centro-meridionale, gli zingari si trovano anche nel Milanese e nel Bolognese, dove vivono per lo più isolati nei campi nomadi, situati nei quartieri periferici delle città. La creazione delle aree di sosta, voluta dalle leggi regionali che tentano di regolamentare la sosta di zingari, è tuttavia oggetto di forti polemiche, a causa delle condizioni igienico-sanitarie di questi luoghi che in molti casi assumono l'aspetto di veri e propri ghetti sovraffollati, dove gli zingari sono costretti a condividere gli spazi con comunità zingare estranee, rifiutati e disprezzati dai residenti locali. Questa ostilità è dovuta anche ai frequenti casi di furto e la pratica dell'accattonaggio da parte di certi gruppi di zingari minoritari, per lo più Rom jugoslavi, malvisti dagli stessi zingari di altre comunità, come i Sinti. Questa difficile convivenza è tuttavia materia di studio e forte sensibilizzazione da parte di alcune organizzazioni di volontariato e associazioni, oltreché dalle iniziative di comuni e province, nella volontà di superare il pregiudizio e la diffidenza nei loro confronti e valorizzare la loro cultura millenaria. Ricchissima di tradizioni, di un variegato patrimonio letterario e musicale, la cultura zingara suscita sempre maggiore interesse in registi (Emir Kusturica, Silvio Soldini in Italia), scrittori e musicisti; nel 2002 Alexian Santino Spinelli, scrittore, musicista e compositore Rom abruzzese, è il primo docente di lingua e cultura rom all'Università di Trieste. Nel 2004 è stato creato l'European Roma and Travellers Forum (ERTF), organismo che raccoglie e rappresenta la popolazione romaní di tutta l'Europa. L'ERTF ha stabilito con il Consiglio d'Europa relazioni stabili e privilegiate che comportano assistenza in termini di risorse umane e finanziarie e accesso agli organi e alle istituzioni del Consiglio.

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